E ora il Pd avverte la sinistra

PAVIA.Riprendere le fila con la sinistra o aprire all'Udc? Percorrere la via della coalizione allargata o puntare su una lista civica aperta alla società civile? Si interroga il Pd pavese, mentre da Roma arriva una bufera che porta il nome di Valter Veltroni, con le dimissioni appena rassegnate e il vertice in cerca di un 'traghettatore".
L'altra sera a Pavia si è riunito il primo circolo, confrontandosi su nomi di possibili candidati sindaco e strategie. Il presidente Stefano Ramatconferma: «Si sono alternati interventi di esponenti del partito a quelli di esterni. E sono emerse richieste di rinnovamento a qualsiasi livello». I candidati sindaco che la base pavese mostra di gradire per ora sono Andrea Alberdati, Antonio Sacchi e Antonio Ricci. «Il discorso delle alleanze è tra gli argomenti di interesse, ma nessuno l'altra sera ha chiesto che ci si allei con una forza politica in particolare - prosegue Ramat -. Sono state sottolineate le difficoltà della passata amministrazione e c'è interesse verso la sinistra, anche se non verso quella più radicale. Infine si è convenuto su primarie vere, con candidati credibili».
Quello delle alleanze è un tema che fa discutere. «Una cosa degli ultimi due anni resta valida: non bisogna riproporre le alleanze a tutti i costi per governare. Ci vuole coerenza tra programmi del sidnaco e alleanze - spiega Carlo Porcari, consigliere regionale -. Ci vuole un'idea di città. Obiettivamente spazi per rilanciare le alleanze ce ne sono pochi: difficile accordarsi con chi ha fatto cadere la giunta. Il Pd semmai dovrebbe costruire un rapporto con la città: cercare un sindaco che sappia costruire una vera lista civica, penso alle esperienze positive che Albergati prima e Capitelli poi hanno portato».
Giuseppe Villani, segretario provinciale Pd, premette: «Abbiamo deciso di utilizzare un metodo completamente diverso anche rispetto al passato. Consulteremo i nostri circoli nel giro di sei-sette giorni, su questioni programmatiche, su alleanze e candidati sindaci. Poi decideremo quale strada percorrere».
«Penso che siccome la crisi della giunta Capitelli è figlia di una fase in cui c'era eccessiva frammentazione politica e nella quale sono emerse da subito forti divergenze di carattere programmatico credo che le nuove eventuali alleanze dovranno essere coerenti con un disegno riformista - conclude Villani -. Sostengo una grande lista politico-programmatica con Pd e forze riformiste e una lista del sindaco che riesca a costruire alleanze sociali».
Il profilo, di Villani è condiviso da Antonio Ricci, segretario cittadino del Pd. «Occorre tenere conto della strada percorsa dall'esperienza Capitelli - dice Ricci -. Si era partiti dall'unione con un'alleanza molto ampia che ricorda quella di Prodi, ma che poi per vari motivi è andata disgregandosi. Quindi dobbiamo valutare la possibilità di una lista civica accanto al Pd, ma guardiamo con grande interesse anche all'Italia dei valori, purchè sulla base di un programma condiviso».
Daniele Bosone, deputato del Pd, invece parla di coraggio. «E' un momento in cui ce ne vuole parecchio - sottolinea -. Pavia ha bisogno di uno scossone e di una grande iniezione di speranza. Abbiamo il dovere di costruire un progetto ambizioso: ci vuole esperienza e responsabilità per recuperare un grande senso di appartenza alla città. Ma ci vuole anche il coraggio di osare. E' cambiato il tempo rispetto all'era Capitelli e che sia necessario aprire una fase nuova della politica in città puntanto a una candidatura a sindaco attorno cui costruire una lista civica che superi i confini del Centrosinistra. Il dialogo con la sinistra? In questa città sembra molto complicato». (d. z.)