Ottomila donazioni al centro del policlinico
PAVIA.Un opuscolo da far circolare tra le partorienti. Un invito a donare il sangue del cordone ombelicale. E' il progetto che unisce le fondazioni policlinico di Milano e di Pavia. «E' un gesto che non costa nulla - ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani - non comporta alcun rischio e può dare una concreta possibilità di guarigione a pazienti affetti da gravi patologie». A Milano la Cord Blood Bank, creata nel '93 da Girolamo Sirchia, ha raccolto in 15 anni 21mila campioni, di cui 7500 disponibili per il trapianto. La banca pavese, gestita dalla professoressa Laura Salvaneschi, è più giovane ma ha già prelevato 8mila campioni nelle 7 sale parto delle provncie di Pavia e Lodi: 3500 sono criocoservati per le donazioni perché contengono un numero di cellule staminali sufficienti per un trapianto. Le restanti 4500 avranno un impiego nella ricerca. Ad oggi ben 93 donazioni conservate a Pavia sono state impiegate per un trapianto in pazienti non consanguinei in tutto il mondo. Ma la banca pavese conta anche un centinaio di campioni 'dedicati", prelevati da fratellini o sorelline di pazienti, il 30% dei quali già usati per un trapianto. «In questo modo - spiega la professoressa Laura Salvaneschi, direttore dell'Unità di Immunoematologia - viene garantito un equo accesso all'assistenza sanitaria a quelle famiglie con patologie per le quali è documentato il beneficio derivante dal trapianto con staminali cordonali». (m.g.p.)