L'ultimo allarme, le targhe «clonate»


PAVIA.Cosa ci fa la tua auto a Firenze se la stai guidando per le strade di Pavia? Non è una storia di fantascienza, ma una realtà che sta prendendo piede perché a Firenze non ci sono il motore, la carrozzeria e gli pneumatici della tua auto, ma solo la tua targa. Che non è nemmeno la tua, è che qualcuno l'ha copiata e l'ha venduta in un'altra zona d'Italia, con tanto di tagliando assicurativo falso e libretto aggiornato.
E' il caso delle targhe clonate e a sentire gli assicuratori sembra che si stia diffondendo. «Solo nella mia agenzia ho avuto almeno tre o quattro casi negli ultimi sei mesi - spiega Franco Coralli, presidente provinciale del Sindacato nazionale agenti - . Fino a qualche anno fa invece non succedeva».
Le assicurazioni se ne accorgono solo quando le auto con le false clonate hanno un incidente. «Il vigile fa il rilievo - spiega Coralli - poi la pratica arriva all'agenzia e si scopre che la targa non corrisponde all'auto e che magari il proprietario in quella città non c'è mai stato. In questi casi l'assicurazione non paga e quello che ha subito il danno deve chiedere i soldi al Fondo per le vittime della strada». Un fondo che ogni assicurato contribuisce a pagare visto che ci finisce una piccola percentuale di quanto versa ogni anno. «Se invece la targa clonata finisce su un'auto dello stesso modello dell'originale le cose si complicano - continua Coralli - perché l'assicurato dice di non essere andato in quella città, ma è la sua parola contro quella della persona che ha subito il danno. In questi casi l'assicurazione paga solo il 50% del danno, ma l'assicurato non si vede aumentato il premio. Finora non è successo, ma potrebbe anche capitare che un assicurato non riesca a dimostrare la propria innocenza e sia quindi costretto a pagare il 100 per cento, con tanto di maggiorazione del premio. Si potrebbe anche fare causa, ma non si fa quasi mai perché gli avvocati costano e rischi di prenderemo meno di quanto paghi. Succede la stessa cosa con i danni causati dai buchi nell'asfalto».
Di certo la fa franca chi ha la targa clonata e soprattutto chi gliel'ha venduta. «Il vigile non sa che la targa è clonata e comunque non si può procedere d'ufficio quando lo scopriamo - spiega Coralli - . Servirebbe una denuncia, ma chi la fa? Chi la targa l'ha comprata è, o finge di essere, in buonafede, chi ha subito il danno viene comunque risarcito e all'assicurazione importa più che altro di non dover pagare». Quindi la pratica viene archiviata e la targa clonata continua a girare.

Claudio Malvicini