A Pavia arrivano un grande Haring e quattro marine
PAVIA. Con un volo diretto dalla Reggia di Caserta, venerdi arrivano in prestito (fino al 29 marzo) al nostro Castello un grande acrilico del 1983 ('Senza titolo") di Keith Haring, più 4 marine settecentesche della collezione casertana. La mostra 'Dalla Reggia al Castello. Opere da Caserta ai Musei Civici di Pavia" è il risultato finale di un lungo progetto di collaborazione, che vede protagonisti i due musei.
'Si tratta di un felice sodalizio - spiega Susanna Zatti - di uno scambio che vede coinvolte ottanta opere della nostra collezione ottocentesca, ora in mostra a Caserta ('La donna, il paesaggio e l'impressione") e alcuni lavori rappresentativi della Reggia. Abbiamo scelto di accostare delle opere del Settecento a un quadro degli anni Ottanta per mostrare la varietà della collezione casertana, che a una predominanza di pezzi antichi inserisce sculture, dipinti e foto contemporanee". L'acrilico di Haring (dedicato ai bambini terremotati dell'Irpinia) fa parte della collezione 'Terrae Motus", donata alla Reggia dal gallerista Lucio Amelio. In una sala del Castello ci sarà Haring, che coi suoi tre metri per sei riempie da solo lo spazio. Nella sala accanto, invece, saranno esposte le marine, di autore ignoto, 'per le quali il recente restauro ha aperto nuove ipotesi attributive, che saranno approfondite durante la loro permanenza pavese". Le opere erano registrate fin dal primo inventario postunitario del 1871 come lavori di scuola romana del XVII-XVIII secolo. Nell'ambito della mostra 'Jacob Philipp Hackert, la linea analitica della pittura di paesaggio in Europa", tuttavia, esse venivano mostrate al grande pubblico come possibili bozzetti preparatori o di studio per le sei grandi tele hackertiane raffiguranti la Battaglia di Cesmè, dipinte nel 1771 per la zarina Caterina II Romanoff. L'intervento di restauro cui sono appena state sottoposte ha portato alla luce nuove e inattese cromie, e ha consentito un'analisi stilistica e materica più precisa, inducendo ad anticipare la datazione e a rivedere la precedente attribuzione. 'Il modo di trattare la materia pittorica - dice la Zatti - la maniera di costruire gli sfondi e i galeoni, l'uso strutturale e riequilibrante del rosso, le fogge dei personaggi che animano i dipinti sono ancora di gusto puramente seicentesco e, pertanto, pare opportuno collocare la loro realizzazione alla fine del '600 o comunque non oltre i primi decenni del XVIII secolo. Certo è che le tele sono evidentemente opera di un medesimo autore". (c.arg.)
DALLA REGGIA AL CASTELLO: opere da Caserta ai Musei Civici di Pavia", fino al 29 marzo, Castello. Orari: da martedi a domenica, 10-17.50. Info: tel. 0382 304816.