Il giocatore che acquista i compagni
VIGEVANO.Immaginate un calciatore che ha la possibilità di scegliere, e di acquistare, i compagni di squadra. E' il caso, singolare, di Stefano Cosentino, 29 anni, diesse e difensore della ProVigevano Parona. «In realtà - ribatte lui - non è proprio cosi. Anche perché la prima squadra è quasi interamente composta da giocatori prodotti dal nostro vivaio. Gli elementi di esperienza innestati nella rosa sono solo tre». La figura di Cosentino dirigente-giocatore rientra nel più ampio progetto della società lomellina, che da sempre investe sui giovani. «La nostra forza è il vivaio - sottolinea - E chi vi allena è laureato in Scienze motorie, perché li vogliamo con una preparazione specifica». Anche Cosentino ha seguito lo stesso iter universitario, e gestisce il centro sportivo che è cresciuto in via Valletta Fogliano, attorno a quello che un tempo era il campo del Cavallino. Oltre trent'anni di storia che oggi portano la ProVigevano ad avere un settore giovanile composto da Piccoli Amici, Pulcini a 5, 6 e 7, Esordienti a 11, Giovanissimi regionali e provinciali, Allievi interprovinciali e regionali, Juniores regionali e una prima squadra che sta lottando per i play off in Prima categoria. «Quando sei un giocatore - spiega Cosentino - pensi che tutto ti sia dovuto, ma quando passi dietro alla scrivania ti rendi conto di tutti i problemi che sul campo non percepisci». Una lunga carriera di calciatore si interseca cosi con un nuovo ruolo manageriale che dà all'ex difensore, cresciuto nelle giovanili del Vigevano, nuovi stimoli. «Sono stato al Derthona, poi a Cassolnovo e a Cilavegna - racconta - in Promozione e nell'Eccellenza piemontese con lo Sparta Vespolate. Li ho subito l'infortunio che mi ha tenuto lontano dal campo un anno e mezzo. Cinque mesi fa sono tornato a giocare con la ProVigevano e oggi sperimento questo nuovo ruolo in un società fatta di giovani. Non è facile perché quello del calcio anche a livello dilettantistico è un mondo conservatore. Quando c'è un gruppo di persone nuove nell'ambiente non gli si dà subito fiducia. Bisogna guadagnarsi la credibilità giorno per giorno». Le basi della squadra però sono solide. «Intendiamo il calcio - continua Cosentino - in un modo diverso da qualche anno fa. Pensiamo a fare aggregazione, ma allo stesso tempo cerchiamo di puntare sulla qualità. Tra i nostri obiettivi c'è quello di organizzare una serie di tornei primaverili, ai quali inviteremo anche le giovanili di molte squadre professionistiche, per permettere ai nostri ragazzi un confronto con altre realtà».
Andrea Ballone