Salta l'ultima seduta
VIDIGULFO.La sala consiliare è affollata, ma la seduta del consiglio comunale salta, per mancanza del numero legale. Cala definitivamente il sipario sulla scena politica di un consiglio arrivato a circa quattro mesi dalla naturale scadenza elettorale di giugno, quando i residenti di Vidigulfo sarebbero comunque andati a votare. Solo otto i presenti: l'ex sindaco Setmani, gli assessori Tortini e Morandi, i consiglieri Porrovecchio, di maggioranza, e Guida, Frigerio, Chiesa e Nicali, di minoranza. Assenti gli altri nove componenti dell'assemblea: gli assessori Magni, Rognoni, Zaliani e i consiglieri Calabrese (che ha giustificato l'assenza con un fax), Sfondrini, Minoia, Businello, di maggioranza, Galbarini e De Poli, di minoranza. Alle 21,30 è tutto finito e fuori dal Municipio si sentono i primi commenti sull'ultimo colpo di scena. «Abbiamo scelto di non partecipare - spiega Andrea Galbarini, Forza Italia - perché non riconosciamo più Enrica Setmani come sindaco che comunque ha perso tutta la nostra stima dimettendosi anzitempo».
«E' evidente una mancanza di rispetto nei confronti degli interessi pubblici di una parte della maggioranza», dice Silvano Frigerio, consigliere autonomo. Con il trascorrere dei minuti arrivano i protagonisti assenti della serata. «La mancata approvazione dei punti all'ordine del giorno non arreca alcun danno alla comunità - sottolineano i dissidenti -. L'azione di questa sera fa capire che da tempo avevamo i numeri per far saltare il consiglio comunale e non l'abbiamo fatto prima per rispetto alle istituzioni e ai cittadini». «La nostra è solo un'azione politica - afferma il vicesindaco Ivano Magni - non mettiamo in difficoltà il paese, non abbiamo fatto perdere denaro alle casse comunali». Il capanello dei dissidenti si allarga e non vengono risparmiate insinuazioni sui veri motivi che avrebbero portato la Setmani a dimettersi. «Forse l'ex sindaco è stata indotta e allettata dalla promessa dei compagni della sinistra locale di venire di nuovo ricandidata tra le loro fila? Da parte nostra abbiamo cercato di avviare e portare a termine il mandato, sviluppando progetti importanti e necessari per il paese». I dissidenti di maggioranza e i due consiglieri di minoranza ne ricordano alcuni: l'illuminazione di via Roma, il rifacimento di piazza Italia, il potenziamento delle fognature delle vie Milano e Ranzini, il nuovo refettorio, la scuola elementare e l'adozione del Pgt. «Ora gli elettori hanno a disposizione tutti i tasselli di questo puzzle per decidere a chi dare il proprio voto», concludono. (st.pr.)