Chioggia, accoltella il prof: non mi capiva
CHIOGGIA.«Non mi sentivo compreso da lui. Dava più considerazione ad altri, che non la meritavano». Sono più o meno queste le parole con cui il tredicenne che, lunedi sera, ha accoltellato alla schiena il suo professore di musica, in una scuola di Chioggia, ha cercato di spiegare alla polizia e ai suoi stessi genitori allibiti, le ragioni del suo gesto. Una spiegazione vaga, forse un po' imparaticcia, che non spiega, in realtà, nulla. Anche il professore ferito, Fabio Paggioro, non riesce ancora a comprendere l'accaduto. I sanitari del pronto soccorso, che si sono presi cura di lui alle 17.50 di lunedi sera, hanno riscontrato un ferita di arma da taglio, larga circa un centimetro e profonda quattro, nella regione interscapolare sinistra. Il muscolo è stato lacerato ma, la cosa più temuta, una perforazione della pleura, è stata esclusa da due tac eseguite tra lunedi e martedi. I medici, ieri mattina, hanno sciolto la prognosi e ora Paggioro resterà in ospedale, in osservazione, ancora alcuni giorni e poi verrà dimesso. La polizia ha sequestrato l'arma: un coltello da cucina, abbastanza affilato e seghettato che, però, i genitori del tredicenne non hanno saputo dire con certezza se venisse dalla loro casa o meno.
Quel che è certo è che il ragazzo se l'era portato a scuola e ha scelto il momento per usarlo, distraendo il professore, in modo da poterlo colpire alla schiena. Data l'età, non ha ancora 14 anni, il giovane non è imputabile, tuttavia la polizia ha informato il tribunale dei minori che esaminerà i possibili provvedimenti di tipo «rieducativo» da mettere in atto. Ma la prima mossa l'ha già fatta il dirigente scolastico che ha convocato, ieri pomeriggio, il consiglio di classe (con la presenza di un ispettore regionale e uno psicologo) con la proposta di sospendere il ragazzo fino alla fine dell'anno scolastico e, conseguentemente, di non ammetterlo all'esame di licenza media. Una decisione che tiene conto - a fronte della inspiegabilità dell'episodio - anche della necessità di tutelare l'incolumità di altri docenti e ragazzi. Anche la dirigente scolastica regionale, Carmela Palumbo, si è recata a Chioggia per valutare la situazione.
Ora il tredicenne è affidato alla famiglia che cerca di sottrarlo al clima di sconcerto che si è determinato in città, ma anche di capire cosa gli sia passato per la testa. Il padre del ragazzino è stato informato dell'accaduto dal suo stesso figlio che, dopo l'accoltellamento, è corso a casa (pochi minuti di strada dalla scuola) e ha raccontato quello che aveva fatto. Il genitore, allora, è andato a scuola, ma qui il professore non c'era già più. Ieri mattina ha tentato di nuovo, recandosi al reparto di chirurgia dell'ospedale di Chioggia, dove Paggioro è ricoverato. Non è riuscito a parlare col professore ferito, ma ha parlato con il padre di questi, Gilberto. «Mi ha detto - racconta quest'ultimo - che gli dispiaceva moltissimo».