Il premier ricuce con Napolitano
ROMA.Fra Il Quirinale e Palazzo Chigi è tornato il sereno. Dopo mezz'ora di colloquio al Colle con il premier Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano ha nominato il nuovo giudice costituzionale che da oggi sostituirà Giovanni Maria Flick. L'incontro, il primo dal 9 dicembre scorso, definito molto cordiale, ha chiuso di fatto gli attriti di dieci giorni fa per il decreto legge sul caso di Eluana Englaro, approvato dal Consiglio dei ministri e non firmato dal presidente della Repubblica.
Il Quirinale considera la vicenda archiviata. Ritiene che per quanto riguarda il ruolo del capo dello Stato rispetto al varo dei decreti legge non ci sia nulla da chiarire. Napolitano continuerà a regolarsi come ha fatto finora: farà conoscere al governo il suo parere informale sui decreti legge che i ministri intendono sottoporre al Consiglio dei ministri, e poi eserciterà in piena autonomia il suo potere di emanazione.
La visita di due giorni fa al Quirinale del ministro dell'Interno Roberto Maroni, del resto, aveva già di fatto ripristinato la prassi della collaborazione istituzionale che era stata adottata fra il Quirinale e Palazzo Chigi lo scorso ottobre. Maroni ha illustrato al presidente della Repubblica il nuovo decreto sicurezza che intende sottoporre al prossimo Consiglio dei ministri.
Secondo fonti parlamentari, potrebbe anticipare alcuni provvedimenti già contenuti nel disegno di legge approvato al Senato e alcune misure per contrastare i reati di violenza sessuale.
La nomina di Paolo Grossi alla Corte Costituzionale, inoltre, è di per sé un altro segnale di distensione. Erano stati pronosticati nei giorni scorsi ben altri scenari. Addirittura una contrapposizione di Berlusconi a Napolitano per rendere la pariglia per il 'no' al decreto su Eluana.
Niente di tutto questo. Secondo alcune fonti, buona parte dei 45 minuti del faccia a faccia è stata dedicata alla firma ed alla controfirma del decreto di nomina del nuovo giudice della Corte Costituzionale, Grossi. Questi viene identificato come una personalità di modi e pensieri moderati, in grado di far superare le polemiche che in passato sono state sollevate attorno alla Consulta. La scelta è stata condivisa ed è arrivata in tempi record. Anche il nome è stato una novità: non compariva nel toto-nomine dei giornali.
Paolo Grossi è nato a Firenze nel 1933. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze nel 1955. È stato libero docente in Storia del diritto italiano nel 1960 e professore incaricato di Storia del diritto italiano alla Università di Siena nell'anno accademico 1960-1961. È stato dal 1963 cattedratico per la stessa disciplina nella Università di Macerata e dal 1966 nella Università di Firenze. In questa Università ha insegnato anche per incarico: Diritto comune, Diritto canonico e Storia del diritto canonico. Attualmente insegna stabilmente presso la Facoltà di Giurisprudenza della Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna Storia del diritto medievale e moderno. (a.g.)