Incontro sul Gerontocomio
LOMELLO.Alla conferenza dei servizi convocata dall'Asl sul tema della nuova sede del Gerontocomio Lomellino sono mancati all'appello i soggetti interessati tra cui la stessa fondazione che governa la casa di riposo.
Dal canto suo la commissione dell'Asl, che ha svolto le valutazioni di competenza sullo stato del Gerontocomio Lomellino, non ha riscontrato inadempienze dal punto di vista amministrativo; ha tuttavia concluso che continuerà a controllare la situazione per evitare ogni ipotetico «rischio di erosione del patrimonio», uno dei vincoli previsti dal codice civile per le fondazioni private in quanto fortemente autonome.
Il Comune non si è fermato: su richiesta delle forze sindacali, ha deciso la convocazione di una nuova conferenza di servizi per domani invitando tutti gli enti istituzionali preposti al controllo, oltre al Consiglio di amministrazione della struttura.
Lo scopo? Valutare la situazione generale partendo dalla situazione delle maestranze.
Il capogruppo di maggioranza Marco Piovera annuncia: «Ci auguriamo partecipino tutti. La nostra preoccupazione è forte per un programma che pone la fondazione in una situazione 'debitoria", a nostro avviso pesante, al di là di quella che è la reale capacità di indebitamento dell'ente. Ciò rischia di generare una situazione difficilmente recuperabile».
E ancora: «Non è poi rassicurante la cosi detta cessione del ramo d'azienda e del personale che, privatizzando di fatto l'attività principale della fondazione, tenta di affidare le risorse umane a un'altra azienda. Una scelta questa che supera di fatto i diritti delle dipendenti, sanciti anche dalla stessa legge regionale sulla trasformazione delle ex-Ipab. Questo piano comporta una decisione amministrativa di indirizzo fortemente impegnativa, unilaterale, di cui l'attuale Consiglio di amministrazione del Gerontocomio dovrà rispondere alla popolazione al termine del mandato che avverrà tra soli due mesi».
Altrettanto caustico il sindaco di Lomello, Giuseppe Piovera, che spiega: «Il timore è che, a breve, il nuovo corpo dirigenziale della Rsa si trovi a dover gestire un'opera in avvio, frutto di una scelta di altri amministratori e che finirà con il pesare dal punto di vista economico su di essi. Si pensi che la fondazione si troverà a dover gestire una rata annua di mutuo di almeno 190mila euro per almeno vent'anni di durata contro un risparmio ipotizzato di cinquantamila euro l'anno che peserà sui dipendenti, dodici lavoratori ai quali non si vuole riconoscere, come da legge, il contratto degli enti locali ma quello delle coop sociali». Intanto il Comune deve nominare i quattro consiglieri del futuro Consiglio di amministrazione. (p.c.)