Insoddisfatti? Ma nessuno si fa avanti

PAVIA.Nel 2005 i candidati erano quattro: Angiolino Stella, fisico, Dario Velo, economista, Gianmario Frigo, farmacologo e Gabriele Caccialanza, chimico farmaceutico. E oggi? Nessuno. O meglio, il rettore in carica quasi sicuramente si ricandiderà, anche se manca l'ufficialità. Ma per ora non ci sono altri nomi. Le voci si rincorrono, voci legate a una certa insoddisfazione generale, che però non sfociano in una candidatura.
Il professor Caccialanza si ricandiderà? «L'ho fatto in passato, perché ritenevo di avere progetti utili per l'ateneo e il tempo per realizzarli - spiega - A 4 anni di distanza sono ancora più convinto di avere progetti utili. Ma è diminuito il tempo che avrei per realizzarli: l'arco temporale che mi separa dal collocamento a riposo per limiti d'età non copre due mandati e non condivido la figura del 'Rettore pensionato". Diciamo che non ritengo probabile, oggi, una mia candidature ma che potrei riconsiderare la questione se gli eventi lo rendessero opportuno».
Più sicuro Gianmario Frigo, anche lui candidato nel 2005. «Per il momento non ho intenzione di proporre la mia candidatura - spiega Frigo - ma l'orientamento è di non presentarmi. Non sono più un novellino, ma anche il rettore in carica. L'università forse avrebbe bisogno di rinnovo, anche se persone con una certa esperienza sono utili». Potrebbe quindi presentarsi un candidato più giovane? Anche in questa direzione circolano voci. Tra cui quella che porta il nome di Gian Michele Calvi. Si candiderà? «Non ho preso minimamente in considerazione l'idea - spiega il docente di Ingegneria -. E' un momento difficile, bisogna avere più spirito di sacrificio che voglia di potere. Questa università ha bisogno di una scossa, ma credo che il problema della persona venga dopo». E il malcontento di cui si parla? «Non è malcontento verso il rettore - riflette Calvi - ma un'insoddisfazione profonda legata alla crisi». E con un candidato più giovane? «Ci vuole coraggio e un po' di incoscienza - dice Calvi - perché il momento non è adatto». (ma.br.)