«Dammi un caffè con il cioccolatino» E accanto alla tazzina ecco la dose
CORANA.Un caffè al banco? C'era quello «normale» e quello da 80 euro: M.M., il cliente «pizzicato» dai carabinieri di Voghera, ne aveva appena preso proprio uno da 80 euro. La scelta era semplice. Il cliente normale della pizzeria ordinava un caffè e basta; chi conosceva invece l'altra specialità del locale e voleva una dose di cocaina, ordinava un «caffè con il cioccolatino». Bastava questo: sul piattino, vicino alla tazzina, non veniva sistemato un pezzo di cioccolato ma una dose di cocaina. La stessa cifra che veniva pagata per una bustina, 80 euro, è indicativa della buona qualità dello stupefacente: di solito una dose di cocaina comprata dai marocchini (con minore principio attivo e quindi di qualità inferiore) costa circa 50 euro. I carabinieri del nucleo operativo di Voghera, agli ordini del capitano Michele De Riggi, sono giunti sulle tracce di Paolo Carboni dopo un lungo e paziente lavoro di indagine, tenendo d'occhio persone con precedenti per droga. Quando le tracce hanno portato alla pizzeria di Ghiaie, sono cominciati gli appostamenti con auto civetta e personale in borghese. I carabinieri hanno monitorato la clientela, annotato numeri di targa, scattato fotografie: in breve hanno scoperto che il locale era il punto di ritrovo di gente che aveva avuto a che fare con gli stupefacenti, come consumatore o come venditore. Venerdi sera i carabinieri hanno deciso di passare all'azione. Poco dopo le 23 hanno visto uscire dalla pizzeria un uomo conosciuto come consumatore di droga: M.M., 40 anni, di Casei. Lo hanno lasciato allontanare dal locale, poi lo hanno fermato per strada. In tasca aveva una dose di coca: M.M. ha ammesso di averla appena acquistata per 80 euro. A quel punto i militari hanno deciso di entrare. In quel momento nella pizzeria Po c'erano una trentina di avventori, che sono stati tutti identificati. Davanti al locale i carabinieri hanno assistito a un episodio di spaccio, con Antonio De Luca che ha venduto 5 grammi di cocaina a Constantin Botirla. I due si sono rimpallati a vicenda la responsabilità dello spaccio, ma alla fine il romeno è stato arrestato per la detenzione e l'italiano per la vendita. In un barattolo sotto il bancone del bar c'erano 12 dosi confezionate con del nastro verde. Poi è stato perquisito l'appartamento di Carboni, dove è stato trovato il resto del materiale. (p.fiz.)