Il Pgt non frenerà il piano Verso il parco commerciale

CASEI.Il nuovo polo commerciale e del «gusto», che potrebbe sorgere sulle ceneri dell'ex zuccherificio, è più vicino. Il consiglio comunale ha detto ieri mattina «si», a maggioranza, alle linee d'indirizzo per il nuovo piano di governo del territorio. Per le aree dismesse i tecnici dovranno rifarsi al documento che la giunta del sindaco, Giancarlo Foschi, ha redatto. «Oggi apriamo la strada al futuro del paese», ha detto il primo cittadino. Due ore di dibattito con in platea una rappresentanza dei cassintegrati dell'ex zuccherificio. Dai banchi della minoranza il consigliere Ezio Stella ha alzato la mano in avvio di seduta e ha chiesto un rinvio: «Non trovo giusto s'ignori la situazione dei cassintegrati. Che il Comune aspetti, non si facciano regali ridestinando l'area prima che arrivino certezze per i 44 operai». Foschi ha risposto: «Ci sono pile di documenti che dimostrano la nostra attenzione nei confronti dei lavoratori, ma non buttiamo tutto insieme. Questioni diverse, da entrambe dipende la futura serenità socioeconomica del paese». Dopo questa premessa, giudicata da Stella «incoerente», la seduta è entrata nel vivo.
«Chi oggi vota queste linee fissa un punto di non ritorno», ha dichiarato il capogruppo di minoranza. La parola all'ingegner Mauro Ferraresi, consulente del Comune. «Vogliamo - ha spiegato - disegnare gli spazi e i servizi per un paese che potrebbe tornare a crescere. Già nel 2008 qualcosa si è mosso». L'attenzione sulla proposta di Casei Gerola Immobiliare Srl, che vorrebbe un maxi polo commerciale «incentrato sulla valorizzazione delle tipicità territoriali» al posto dell'ex zuccherificio. «Oggi non approviamo quel piano - ha chiarito Foschi -, il nostro sarà un indirizzo. Non chiuderemo il Pgt, il compito spetterà a chi guiderà il Comune la prossima legislatura. Certo non respingeremo al mittente, in un frangente di crisi, le proposte di chi può creare un circuito commerciale ed economico. Si parla di centinaia e centinaia di posti di lavoro». Stella ha ricordato «che le aree dismesse sono tante» e «che sarebbe bene, prima, pensare alle necessarie bonifiche». Ma quando le mani si sono alzate sono prevalsi i «si». Contrari solo Stella ed Eugenio Tiso.
Emanuele Bottiroli