Oltrepo montano, la storia si consulta on line

PAVIA.Cultura materiale, tradizioni popolari, storia della vita contadina, cucina, musica e folklore: in ognuno di questi campi e in molti altri ancora le comunità dell'Appennino pavese sono state in grado di attraversare il tempo conservando un ricchissimo patrimonio culturale, vitale ancora oggi. Per documentare e raccogliere queste testimonianze cosi particolari e cosi fragili - l'oblio è infatti sempre in agguato per tutto ciò che riguarda tradizioni e costumi sempre più lontani dalla vita moderna - è finalmente in rete all'indirizzo www.cedeca.it il Centro di documentazione etnografica e della cultura storico rurale dell'area appenninica (CEDECA).
Frutto di un lavoro durato più di tre anni, promosso e finanziato dal GAL e realizzato dal Dipartimento di scienze storiche e geografiche dell'Università di Pavia, il Cedeca è un progetto di archivio digitale e nel contempo un sistema informativo nuovo e originale. Organizzazione della memoria di un territorio, il Cedeca è una base di dati in continuo incremento, che consente al visitatore una conoscenza agile ma approfondita del patrimonio culturale dell'area appenninica, semplicemente seguendo i percorsi tematici proposti o effettuando ricerche più complesse. Il sito infatti è concepito come sistema in grado di rappresentare un vero e proprio itinerario etnografico tra storia, tradizione e memoria, capace di mettere in relazione beni culturali, varie tipologie di documenti (testi, foto, video, tradizioni orali trascritte), ma anche dati fondamentali per chi si avvicina all'argomento con rigore scientifico. Uno strumento perfetto dunque per il semplice curioso come per lo studioso accademico, capace di rivelarsi utile e stimolante a qualsiasi livello di utilizzo: articolato nelle varie stanze di un museo virtuale e fondato sull'utilizzo di mappe di argomenti, l'archivio è in grado di proporre le più aggiornate tecnologie informatiche nel campo dei beni culturali e della catalogazione, senza trascurare la presentazione attraverso un'interfaccia grafica gradevole e facile da utilizzare.
È facile crearsi un percorso attraverso le stanze virtuali, partendo magari dai luoghi più caratteristici del nostro Appennino, dei quali viene offerta una selezione dei 22 comuni più significativi, oppure seguendo gli indici tematici che catalogano il patrimonio ambientale del territorio: accanto al Giardino alpino di Pietracorva e alle Terme di Salice schede tematiche descrivono monti (Lesima, Ebro, Penice) e torrenti (Staffora, Ghiaia, Schizzola) più suggestivi della zona. La stanza dedicata ai musei invece propone una selezione delle principali collezioni a carattere etnografico della provincia, dal Museo Contadino di Montalto, dove è possibile ammirare carri e macchine agricole del XIX secolo, al Museo di Arte, cultura e Agricoltura di Zavattarello, che propone ricostruzioni di ambienti domestici e professionali per rievocare antiche professioni come fabbro, ciabattino, impagliatore di sedie o bottaio. Un'apposita sezione si occupa poi di aggiornare il visitatore su mostre ed esposizioni temporanee.
Le principali testimonianze della cultura materiale sono organizzate nella stanza virtuale dedicata al folklore: dalla cucina tradizionale, con Brusadela e Chissò, alla medicina popolare. Spazio anche per musica e balli tipici, come il ballo della Povera Donna di Cegni, e ai dettami dell'agricoltura tradizionale, con i riti della monda del riso e dell'uccisione del maiale. Una sezione apposita è stata prevista per tenere traccia di tutte le manifestazioni e rievocazioni folkloriche, affiancando sacro (rituali della settimana santa) e profano (Festa sull'aie di Negruzzo).
La sezione musica è interamente consacrata a tener viva la memoria di artisti popolari scomparsi e a presentare musicisti che dedicano il proprio lavoro ad aggiornare la tradizione. L'elenco alfabetico è fittissimo, accompagnato da schede che approfondiscono generi musicali come canti delle mondariso, trallallero e levar di tavola, e strumenti tipici come il piffero delle Quattro Province o la fisarmonica di Stradella.
Testimonianze e memoria sono le protagoniste della sezione storia, attraverso il richiamo ad eventi, a famiglie di antica tradizione nobiliare e personaggi più significativi percorsi tra arte, natura, e cultura materiale.
Seguendo l'antica via del sale o i sentieri della Resistenza, confrontandosi con opere architettoniche come le Cantine di Cegni o il Tempio del Moscato di Volpaia, il visitatore può creare facilmente da sé il suo percorso a cavallo tra passato, presente e futuro.
La cultura popolare nella sua dimensione più pura, quella orale, è il tema attorno al quale è costruita la stanza dei ricordi: la sezione raccoglie memorie familiari, leggende popolari come la tradizione dei ceci del 2 novembre o la notte del 24 dicembre, in cui si vuole che gli animali parlino. Completa l'offerta una selezione dei più curiosi proverbi e detti locali.
La sezione libri infine propone un percorso bibliografico ragionato sulla cultura, le tradizioni, il patrimonio etnografico delle 'Terre Alte" e sulle esperienze di enti e istituzioni che hanno posto al centro del loro lavoro la valorizzazione di questo patrimonio. Per chiunque voglia approfondire il materiale pubblicato sul sito verso nuove direzioni di ricerca.
Un sistema informativo ricco ed articolato dunque, ma anche aperto, pronto ad ampliarsi ancora con nuovi link, nuove risorse - dai testi, alle foto, ai video - che ogni visitatore può proporre per la pubblicazione. Questo l'invito dei membri del GAL Alto Oltrepo, promotori della realizzazione dell'archivio, che credono fermanente nell'importanza di questo strumento per istituzioni, associazioni e semplici cittadini dell'Appennino pavese.
Uno scambio duplice, nella speranza che proprio coloro che si vedono documentati attraverso il Cedeca ne sviluppino ulteriormente le potenzialità, arricchendo con collaborazioni in prima persona quello che fin d'ora si presenta come luogo ideale per la conservazione di una importante memoria localee di valorizzazione delle espressioni di una preziosa cultura locale, destinata altrimenti a scomparire: la memoria è collettiva, e spetta pertanto alla comunità documentarla e mantenerla viva.
Per ulteriori informazioni si può visitare www.cedeca.it, oppure telefonare al Gal Alto Oltrepo 0383540637 o inviare una mail a galoltrepo@tiscali.it