«Eluana aveva un cervello di dimensioni normali»

ROMA.Al momento del decesso, Eluana «pesava 52,5 chili», il suo cervello «aveva dimensioni pressochè normali» e «il corpo non aveva piaghe da decubito»: a scriverlo è il quotidiano cattolico 'Avvenire" che ha anticipato ieri alcune conclusioni dell'autopsia, dalla quale «non risulterebbero - si legge ancora - chissà quali danni cardiaci o renali». «L'arresto cardiaco - si domanda 'Avvenire" - è stato determinato dalla disidratazione? Ma qual è stato l'effettivo ruolo dei sedativi?». Il responso arriverà, ricorda il giornale, «entro due mesi con il completamento di tutti gli esami, ma non è escluso che la risposta arrivi prima». Intanto, secondo il giornale cattolico «il procuratore Antonio Biancardi e i suoi collaboratori hanno continuato a lavorare sul fascicolo degli esposti e delle denunce, facendo anzitutto un'opera di selezione. E le indagini continuano anche in Regione, per verificare se sono state rispettate le autorizzazioni amministrative per quanto riguarda il servizio svolto all'interno dell'istituto da un'associazione esterna e privata, i volontari di Per Eluana».
Per quanto riguarda la leggera sedazione praticata ad Eluana «potrebbe anche aver accelerato un po' il suo iter» verso la fine, ha spiegato ieri Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha seguito la donna di Lecco per 17 anni in stato vegetativo persistente, nel suo intervento a un convegno organizzato dai radicali sul caso. «Negli ultimi giorni - ha aggiunto - dopo aver sospeso alimentazione e idratazione, Eluana è stata trattata come un malato terminale, quale in quel momento era. E come tale le è stato applicato un protocollo di cure palliative». Defanti si è poi detto sorpreso da tutte le «colossali falsità» dette su Eluana «da chi non l'ha nemmeno vista né conosciuta né ha mai letto la sua cartella clinica». «Hanno detto addirittura che poteva deglutire - ha spiegato - ma invece bisognava ogni tanto aspirarla perchè non era nemmeno in grado di deglutire la propria saliva». E «anche quando hanno intervistato le suore», ha sottolineato, «hanno fatto sempre parlare la madre superiora, mentre chi si occupava davvero di Eluana era suor Rosangela». E nei «13 anni in cui le è stata vicina - ha detto - molte volte le abbiamo chiesto se le sembrasse che la ragazza avesse un contatto con l'esterno, e la sua risposta è sempre stata negativa». Il medico si è espresso anche sul disegno di legge sul testamento biologico in discussione al Senato: «Rappresenta un regresso. Piuttosto meglio nessuna legge». (m.v.)