«E' importante educare l'animale e il padrone»


MILANO.Parola d'ordine: educare. E non solo i cani ma soprattutto gli uomini. Ne è convinto Maurizio Chiesa, veterinario che cura da anni le tigri del circo di Moira Orfei e di Togni. Secondo Chiesa, che ha il suo ambulatorio a Casalpusterlengo, nel Lodigiano, la famiglia che decide di avere un animale in casa deve essere pronta a capire le attitudini e la natura stessa del cucciolo.
Dottor Chiesa, che significa conoscere le attitudini di un cane?
«Ci sono alcune razze, tipo pitbull, rottweiler e altri mastini, che hanno un'attitudine all'aggressività più o meno manifesta. Non dobbiamo per questo classificare le razze come altamente pericolose ma in ogni caso è ovvio che prendere un cane di quelle dimensioni deve comportare una conoscenza delle sue attitudini. Non possiamo pretendere che cani e gatti si comportino come gli esseri umani. Serve educare l'animale e anche il padrone».
Ma cosa può scatenare la violenza in un animale domestico?
«Ci possono essere molte spiegazioni ma direi che le più consuete sono la gelosia verso alcuni componenti della famiglia e soprattutto l'educazione data fin da cucciolo. Ci vogliono dei 'No!" ben precisi e non pensare mai che cani, anche di piccola taglia come i bassotti, non possano avere reazioni aggressive».
E cosa si dovrebbe fare?
«Tenere conto che sono animali e hanno nei loro geni l'istinto aggressivo che può manifestarsi. Tutto dipende dal rapporto che si instaura tra uomo e animale. Episodi gravissimi, come quello accaduto al bimbo di Genzano, continueranno a esserci se non si prendono le dovute precauzioni. Amare gli animali significa rispettare la loro natura ed educarli con criterio alla vita familiare».
Sarebbe utili appositi corsi per i padroni?
«Si. Corsi e anche aggiornamenti da fare almeno una volta l'anno. Il governo per emanare leggi e norme deve però avvalersi di esperti altrimenti i divieti non servono a nulla. E poi è indispensabile un rapporto diretto e continuativo tra la famiglia e il veterinario».
Può spiegare meglio questo concetto?
«Quando le persone vengono nel mio ambulatorio e dicono di volere un cane o anche un gatto, desidero capire le dinamiche familiari poiché la scelta di una razza piuttosto di un'altra passa da questa analisi. Spesso accade che cani, tipo rottweiler o molossi vengono presi da persone che identificano la loro forza, anche muscolare, con la razza del cane scelto. Ciò è sbagliatissimo e diseducativo».

Roberta Rizzo