Ammortizzatori sociali, si a 8 miliardi
ROMA. Governo e Regioni raggiungono l'accordo per dotare di 8 miliardi di euro, nel biennio, gli ammortizzatori sociali. Dopo il braccio ferro durato alcune settimane, esecutivo e istituzioni locali hanno infatti sbloccato la situazione grazie a quello che il premier Berlusconi ha definito il «grande senso di responsabilità delle Regioni» e alla «collaborazione, in particolar modo di Errani».
«Non è la riforma degli ammortizzatori sociali, ma forse qualcosa di più», azzarda il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale «soprattutto è una soluzione tempestivamente efficace: siamo immediatamente operativi su una platea ampia di lavoratori, nella speranza di poter dire, alla fine, che questi fondi non saranno serviti».
Raggiunto l'accordo, ora, i sindacati chiedono di fare in fretta.
Il segretario della Cgil preme affinché l'intesa sia immediatamente esigibile: «Il fattore tempo è decisivo», dice Guglielmo Epifani.
Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, apprezza l'intesa e chiede ora di «andare avanti», di fornire sostegno alle imprese e di convocare un nuovo tavolo con le parti sociali.
La Uil definisce l'accordo «un passo avanti», ma chiede di «non perdere altro tempo», e anche la Cisl apprezza l'intesa che consentirà, ricorda, il sostegno al reddito anche dei lavoratori temporanei, a progetto, somministrati, apprendisti e dipendenti delle piccole aziende.
Soddisfatte le regioni che hanno fatto notare la loro serietà e disponibilità ad affrontare i problemi dei lavoratori. Il Pd, con Pierluigi Bersani, benedice l'accordo e chiede al governo di fare di più.
8 MILIARDI.Per il biennio 2009-2010 sono impegnati per gli ammortizzatori in deroga 5,35 miliardi da parte dello Stato e 2,65 a valere sui programmi regionali del Fondo sociale europeo.
TUTELE.Grazie alla maggiore dotazione di fondi potranno essere inclusi nelle tutele anche quei lavoratori dipendenti, e altre figure, attualmente non coperti dalla cassa integrazione.
L'obiettivo sarà comunque quello di salvaguardare la base produttiva e il contatto dei lavoratori con questa: e quindi, promette Sacconi, niente tiraggio automatico della cassa integrazione, ma un'attenta analisi dei casi, molta riqualificazione, e priorità a soluzioni come settimana corta o contratti di solidarietà.
REGIONI.Il patto firmato da governo e regioni - dice l'accordo - rappresenta uno sforzo «eccezionale» per affrontare la crisi, ma non è una riforma e, tanto meno, una «devoluzione»; anzi, nel testo firmato dalle regioni c'è in sostanza scritto che questa sarà l'ultima volta: qualora le esigenze superino le risorse accertate, il governo dovrà intervenire «con risorse proprie e senza oneri per i bilanci regionali, inclusi i fondi comunitari».
FAS E PATTO STABILITA'.Non solo, il governo si impegna con le Regioni ad approvare al Cipe, entro 15 giorni, la ripartizione di 27 miliardi di Fas; a vararne i programmi già presentati dalle Regioni e a restituire le risorse tagliate al Fas sulla quota regionale; 1,3 miliardi verranno individuati a partire dal 2011 mentre verranno reintegrate le Regioni delle risorse Fas disimpegnate.
Soprattutto, il governo promette che verranno escluse dal patto di stabilità le spese connesse agli investimenti fatti dalle Regioni con fondi comunitari nel 2008.
Già dalla prossima settimana verrà aperto un tavolo per affrontare il problema di quelle regioni «virtuose» che, per rispettare il Patto nel 2008, hanno fatto slittare i pagamenti degli investimenti impegnati entro la fine dell'anno, al 2009.(a.g.)