Il Pavia paga con lo 0-3 a tavolino
PAVIA. E' andata come ci si aspettava: il Mezzocorona si vede assegnare a tavolino la vittoria per 3-0 nella gara del 25 gennaio al Fortunati, finita 0-0 sul campo. L'effetto sulla classifica è che il Pavia perde un punto, mentre i trentini ne guadagnano due. La sentenza del giudice sportivo Pasquale Marino sul caso Menicozzo è dunque arrivata, ieri mattina. E il Pavia preannuncia che non farà ricorso. D'altronde la società di via Alzaia, pur in buona fede, l'irregolarità di schierare un giocatore squalificato come Menicozzo l'aveva commessa.
E quindi sapeva di dover pagare un prezzo. Anzi, visto qualche pericoloso precedente, si rischiava anche di peggio: il centrocampista ex Alghero, che avrebbe dovuto scontare la squalifica alla prima di campionato, è stato schierato in tutte le gare. Il Pavia si era fidato del procuratore di Menicozzo, il quale aveva garantito che il giocatore non aveva sanzioni. Lo stesso giocatore ha poi detto di non ricordare quella squalifica, comminata per doppia ammonizione e, a quanto pare, con il cartellino giallo decisivo rimediato al 93' dell'ultima sfida di play off di serie D, tra Colligiana e Alghero.
Il comunicato con la squalifica era dunque sfuggito al Pavia, ma non al Mezzocorona. I trentini probabilmente lo sapevano già prima della partita d'andata (3ª di campionato), ma avendo vinto 1-0 sul campo si sono tenuti nella manica l'asso, sperando dicalarlo al ritorno nel caso in cui nessun altro se ne fosse accorto. Cosa puntualmente avvenuta (nemmeno l'Alghero, ex squadra di Menicozzo, è andato a controllare).
Cosi dopo lo 0-0 del Fortunati il Mezzocorona ha fatto reclamo. Il Pavia ha replicato sottolineando che Menicozzo avrebbe dovuto scontare la squalifica nella prima di campionato contro il Canavese (ma ormai i piemontesi non potevano fare reclamo, che va preannunciato entro 24 ore e presentato nel giro di 3 giorni dal termine della gara). Inoltre il club azzurro aveva sollevato un'eccezione preliminare: il reclamo del Mezzocorona era stato firmato non dal presidente bensi dalla dirigente Monica Morandini, secondo il Pavia non in possesso del potere di rappresentare legalmente la società.
Eccezione respinta perché la Morandini - scrive il giudice - pure se «onopinatamente si qualifica come direttore generale della società», ma da una verifica «risulta rivestire la carica di consigliere di amministrazione con delega a tutte le attività amministrative», ha comunque il «potere di rappresentanza della società in ordine alla presentazione di ricorsi e reclami».
Il Pavia aveva poi chiesto di sanzionare il Mezzocorona per violazione dell'obbligo di lealtà sportiva: ma su questa materia la competenza è della Commissione disciplinare, che è chiamata a pronunciarsi in seguito al deferimento della procura federale.