Il miracolo CasteggioBroni
CASTEGGIO. Otto punti nelle ultime 5 gare, con i fiori all'occhiello del pareggio in casa della capolista Pro Belvedere, e i 4 gol rifilati al Calcio Caravaggese; l'ultima, scomoda posizione lasciata a quel Fanfulla prossimo avversario dei gialloblu. E' il piccolo grande miracolo del CasteggioBroni.
Se fino a dicembre la squadra di Sangiorgio sembrava spacciata, a gennaio è risorta con una serie di risultati positivi - eccettuato il tonfo interno con il Turate - che le hanno consentito di risalire fino al quart'ultimo posto e di intravvedere persino la possibilità di agguantare la salvezza diretta, evitando la lotteria dei play out (in D, retrocedono le ultime due, mentre le compagini dalla sest'ultima alla terz'ultima posizione si affrontano in spareggi, con partite di andata e ritorno, che condannano le due perdenti: in caso di doppio risultato di parità, vale il migliore piazzamento di classifica). «Il nostro miglior momento stagionale? In effetti due vittorie di fila non le avevamo mai ottenute prima di ora, ma abbiamo sempre dato battaglia - sottolinea il tecnico gialloblu Claudio Sangiorgio - anche se, specie per l'organico ridotto, talvolta abbiamo pagato un caro prezzo. Non cerco alibi, ma col Turate avevamo sette under in campo. Se riusciamo a schierare una formazione decente, senza troppe defezioni, siamo in grado di giocarcela con chiunque. I pareggi con Pro Belvedere e Solbiatese l'hanno dimostrato».
Decisivo l'innesto del fantasista Casiraghi e il recupero del bomber Castellazzi?
«C'è stato indubbiamente un risveglio dei giocatori d'attacco, ma la squadra nel suo insieme è cresciuta e li ha aiutati a rendere di più. Personalmente, non ho mai rinunciato al tridente anche se talvolta l'ho un po' mascherato».
La posta in gioco a Lodi?
«Direi che hanno più da perdere loro, anche se è chiaro che dovremo fare risultato».
Le rivali più temibili del gruppone della zona calda?
«Direi che Solbiatese e Turate hanno qualcosa in più»
Claudio Sangiorgio in gialloblu a vita?
«Sono qui da sette stagioni, è la mia seconda casa».