Salgono le azioni di Vigevano

VIGEVANO. La vetta della classifica è solo due punti più su, gli scontri diretti già in tasca con un solido 2-0 sono già due, il piglio della seconda parte di gara a Verbania è stato un segnale inequivocabile e fortissimo. Vigevano c'è e vuol esserci fino in fondo. E' bastata mezza partita perfetta per rendersi conto che la banda di Garelli ha risorse pazzesche, al punto da andare a stravincere sul campo fin li inviolato della Paffoni Omegna giocando incontrol game addirittura senza il play Bertolazzi. Gli appassionati tifosi gialloblu al seguito si saranno stropicciati gli occhi con il terzo quarto di Mario Ghersetti, vero trascinatore, ma quando poi si vanno a vedere le cifre, ci si accorge della solidità di uno irrinunciabile come Zaccariello, ma anche della sostanza di Ganeto, Panzini, Banti e Ferrari, mentre Ihedioha, pur con un minutaggio più contenuto, riesce ad essere il migliore a rimbalzo. Ora però non si deve sprecare nulla, cominciando da domenica con Vado.
«Per come avevamo giocato fin li è stato importante finire a metà gara con soli dieci punti di ritardo», racconta coach Gigi Garelli rivisitando l'impresa della sua squadra sabato a Verbania. «Nei primi due quarti eravamo lenti in attacco, con Ferrari fuori dalla partita, e Omegna era in vantaggio pur giocando in modo scolastico, poi si è accesa la difesa e da li è partito tutto».
Merito anche di Ghersetti. «Mario ci ha dato una bella spinta in attacco - spiega l'allenatore ducale - e la cresciuta intensità offensiva ha contribuito a far si che si materializzassero alcune magiche alchimie di squadra, compresi i tiri entrati allo scadere». Sbancare Verbania con un +20 fa a dir poco notizia, ma Garelli non si scompone: «Questa vittoria vale due punti ed è un passo avanti importante come lo sono tutti quelli che cerchiamo di fare ogni domenica. E' significativo però che la squadra sia stata capace di vincere con questo piglio e senza Bertolazzi».
In regia si sono alternati in diversi, ma nel momento della svolta e per tutta la seconda parte di gara, al timone c'era Lorenzo Panzini, sino alla fine di una partita che potrebbe aver convinto definitivamente Garelli delle sue qualità: «Semplicemente Panzini ha fatto tutte le cose giuste e, come vale per tutti, quando succede, merita di stare in campo». Si potrebbe poi aggiungere che proprio l'emergenza in cabina di regia ha determinato un salto di qualità complessivo nella prestazione offensiva dei gialloblu. Normalmente la palla resta quindici e più secondi nelle mani di Bertolazzi, prima del passaggio al prescelto per chiudere la transizione, ma stavolta Vigevano ha mosso la palla con pazienza e cura, attivando più giocatori nella stessa azione, col risultato di togliere progressivamente punti di riferimento alla difesa di Omegna. L'emblema di tale approccio sono i due passaggi dentro l'area di capitan Ferrari a pescare il taglio di Banti: sicuro che la palla sarebbe arrivata anche senza guardarla. E poi c'è il fattore Mjg, Mario Josè Ghersetti, uno che è lusso per la serie A dilettanti, ma che finora, se non per qualche sprazzo, come il il terzo quarto prenatalizio con Forli e il buon avvio a Jesolo, ha fatto una fatica boia ad entrare nei ritmi e nelle abitudini di una squadra che, costruita intorno a lui, in realtà ha dovuto per lungo tempo crescere senza di lui, fermato ai box da ripetuti contrattempi di varia gravità. Chi era a Verbania sabato ha, però, visto che Ghersetti è rientrato in campo dopo l'intervallo lungo con la determinazione di chi vuole vincere. Ma senza strafare, proprio perché, fino a quel momento, i limiti della grande classe del gaucho erano stati proprio nel voler andare sopra le righe ad ogni costo. Non stavolta. Ghersetti ha cercato le soluzioni dentro i giochi e nel ritmo giusto, si è preso le responsabilità che doveva e voleva prendersi, ma sempre in una logica collettiva e le ha assolte con classe ed efficacia. Un Ghersetti cosi le altre non ce l'hanno.
Fabio Babetto