Inter-Milan, è già guerra di nervi
MILANO. Massimo Moratti sceglie il basso profilo per cominciare una delle settimane più calde della stagione, quella che porta al derby di domenica. Nemmeno una parola ai giornalisti che, come ogni lunedi, lo attendevano sotto il suo ufficio e questa volta avrebbero voluto conoscere il suo pensiero sulle «strane cose» denunciate da Josè Mourinho dopo il 3-0 rifilato al Lecce. «Vedo cose strane», si era sfogato l'allenatore di Setubal, infuriato per la discutibile ammonizione per simulazione rifilata a Ibrahimovic dopo un sospetto contatto in area. «Pretattica», l'ha definita il numero uno dell'Aia, Cesare Gussoni. Poche ore dopo, anche Carlo Ancelotti ha avuto da ridire contro l'arbitro di Milan-Reggina, definito «incerto e nervoso». Insomma, almeno a parole il derby è già iniziato.
E probabilmente in campo il clima sarà ancor più caldo perchè una vittoria sarebbe per i nerazzurri un'ipoteca su una buona fetta di scudetto. Mourinho avrà solo tre giorni per preparare la sfida con la squadra al completo. Sono dieci, infatti, i nerazzurri in giro per l'Europa con le nazionali. Tra questi Muntari, Stankovic, Obinna, gli argentini Samuel e Zanetti, e Balotelli (con l'U21), che salterà il derby per squalifica. Poi i brasiliani Maicon, Julio Cesar e Adriano, impegnati a Londra nell'amichevole con l'Italia.
Qui Milan.Il cane di Ronaldinho ha rischiato grosso: fuggito dall'abitazione del fuoriclasse brasiliano è stato salvato prima di essere investito da un'auto. In casa Milan sembra che vada tutto storto. A -6 dal derby si comincia a fare scongiuri contro la sfortuna dopo l'inatteso infortunio di Kakà, che in un colpo solo si è giocato l'amichevole con l'Italia, il derby e forse qualcos'altro. Il gran rifiuto al City non sembra avergli portato molta fortuna e il Milan senza di lui rischia di naufragare anche domenica, dando cosi anticipatamente l'addio definitivo ai sogni tricolori. Dopo l'1-1 con la Reggina e la vittoria in zona Cesarini della Juve, i rossoneri sono scivolati al terzo posto a -8 dai cugini. Perdere il derby significherebbe portarsi a -11. Il che vorrebbe dire campionato praticamente finito, almeno per Ancelotti e i suoi. «Ma finchè la matematica non ci condanna tutto è possibile», prova a spronare la sua ex squadra Gianni Rivera. «Per me quando il Milan gioca da Milan resta in assoluto la migliore squadra del campionato - dice - Il problema è che le manca la continuità». Ma il derby, si sa, è partita a sè.