«Di questi delitti devono rispondere come gli adulti»

ROMA.«Nel momento in cui degli adolescenti hanno la capacità di pensare, organizzare e perpetrare violenze di questa portata, ne devono rispondere come gli adulti»: è il duro commento della sessuologa Alessandra Graziottin.
Perchè questa escalation?
«Non è garantita la certezza della pena e il messaggio percepito è l'impunità. Un dato che arriva dagli Usa ci dice che una donna su 3 viene riviolentata o perseguitata dopo la denuncia, questo significa che nessuna parlerà più perché sa che lo Stato non la tulela».
Che fare?
«Questo paese deve iniziare a proteggere gli Abele. Ognuno faccia la sua parte: genitori, scuola, istituzioni. Più che educazione sessuale, serve educazione affettiva e etica. Bisogna dire basta al perdonismo anche con salati risarcimenti per le vittime».
Chi sono i ragazzi del «branco»?
«I profili comportamentali spesso parlano di pessimi risultati a scuola, uso di droghe, comportamenti devianti. Sono ragazzi che hanno fatto del bullismo la loro carta di identità nel gruppo. Hanno costruito la loro autostima nel suscitare ammirazione attraverso l'aggressività».
Quali le conseguenze sulle vittime?
«La violenza perpetrata con un oggetto può provocare lesioni irreparabili. Inoltre una violenza fisica genitale ha come conseguenze: angoscia di morte, rischio di gravidanza, rischio di malattie sessualmente trasmesse, per non parlare delle conseguenze sulla sessualità, sul rapporto con il partner e della sindrome post traumtica».
In cosa consiste?
«Tutte le volte che avrà un flash back nel suo corpo si scatenerà lo stesso terremoto neuro-chimico. Per questo si assiste a un peggioramento nel tempo dei sintomi sino ad arrivare a casi di depressioone e a tentativi di suicidio a distanza di anni».
Consigli alle ragazze?
«Non bevete. Per la vostra protezione mantenete il controllo della situazione». (m.v.)