Area Neca, Poli reclama la bonifica


PAVIA. «Almeno ci lascino iniziare la bonifica, cosi da recuperare sei mesi di tempi». Aldo Poli, in qualità di presidente della Fondazione Banca del Monte, preme sull'accelleratore guardando al recupero dell'area Neca. «Chiederò un incontro al commissario del Comune, Laura Bianchi - spiega - per chiarire la situazione, spiegare le nostre urgenze, che poi vanno a favore dell'intera città».
La bonifica dell'ex Neca può costare 4 milioni di euro come 8. Solo al termine dell'iter il punto potrà essere definito. L'iter prevede che la proprietà predisponga il piano di caratterizzazione dell'area, intanto l'Arpa sta portando a termine analisi sul posto. In base a questo piano si provvederà alla classificazione dell'area. Infine la proprietà dovrà presentare il progetto che indichi cosa si vuole costruire. Solo allora l'Arpa potrà intervenire per valutare se la proposta di bonifica sia o meno adatta o sufficiente.
«In questi giorni chiederemo che venga fissato un incontro e di poter iniziare la bonifica - ribadisce Poli -. Quanto dovremo spendere ce lo dirà l'Arpa, visto che dovrà partecipare alla Conferenza dei servizi assieme alla Provincia. Ciò che va sottolineato è il fatto che la bonifica va a beneficio della città. Nelle nostre previsioni si sarebbe dovuto iniziare a gennaio. In realtà i tempi si stanno allungando».
La proposta iniziale per il recupero dell'ex Neca è stata approvata nel dicembre scorso dalla giunta Capitelli. La parola poi è passata alla proprietà e all'architetto Massimiliano Fuksass per la stesura del progetto definitivo. L'area conta 75.000 metri quadrati, di cui 50.000 di superficie lorda calpestabile. Di questi, 27.000 saranno a destinazione residenziale, 8.500 seranno occupati da un albergo di 200 posti, 2.500 da uffici, 1.000 da un'area fitness, 5.500 andranno al terziario, 3.000 per il polo congressuale e 2.500 a funzione commerciale, con una media struttura di vendita di prodotti non alimentari.
Rispetto al passato sono intervenuti alcuni cambiamenti. Prima di tutto la viabilità. Considerato che nella zona ex Neca dovrebbe convergere anche il traffico proveniente dal prolungamento del raccordo di Bereguardo, occorre studiare meglio i flussi di circolazione soprattutto sulla biforcazione viale Golgi/via Aselli. Inoltre il Comune ha chiesto che a fianco della linea ferroviaria venga lasciata una fascia sulla quale in futuro si potrebbe realizzare una via di trasporto pubblico, anche una metropolitana leggera. Riguardo ai parcheggi (750 posti auto) è stato chiesto di rivedere i costi di intervento; la sola realizzazione di un posteggio interrato costerebbe circa 8 milioni di euro, vale a dire la metà del valore delle opere pubbliche.

Donatella Zorzetto