L'associazionismo cattolico critica il no di Napolitano
ROMA.Appoggio alla linea del governo sul caso Eluana e stupore per il «no» del Capo dello Stato sono arrivati ieri da molti esponenenti del mondo cattolico. L'associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha espresso «apprezzamento e gioia» per la decisione che il consiglio dei ministri ha preso «a favore della vita di Eluana esprimendo un atto di giustizia e di alto valore di civiltà» mentre si è detta «sbalordita» che il Presidente della Repubblica «risponda immediatamente contro la vita irripetibile di Eluana».
«Soltanto il decreto legge - si legge in una nota dell'associazione - può impedire l'esecuzione di quella sciagurata sentenza. Con tale atto il governo afferma che i diritti umani sono universali, inviolabili e inalienabili. Soffriamo nel sentire che il Presidente Napolitano in quanto primo responsabile del Paese, garante della salvaguardia di ogni cittadino e quindi anche della vita di Eluana Englaro, respinge il decreto legge».
Dal canto suo il Movimento dei Focolariha ricordato che «Eluana non è un malato terminale, può benissimo vivere ancora per vari anni, né una persona che sta morendo con atroci sofferenze né è attaccata ad alcuna macchina» e che «tante persone sono nelle sue condizioni, molte di queste sono accudite in famiglia».
Plauso al governo «per il coraggio e per la correttezza giuridica mostrata nell'approvare il decreto sul caso Englaro» è arrivato anche da Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita.«Da tempo eravamo convinti che solo un decreto legge avrebbe potuto far cessare le incertezze e le polemiche tra istituzioni - ha spiegato Casini - È quindi non solo giusto ma doveroso che il governo intervenga con gli strumenti straordinari ed urgenti che la Costituzione gli mette a disposizione».
Convinto che fosse giusto un intervento del governo sul caso Eluana Englaro «con un provvedimento di carattere generale che si estenda oltre che alla donna in stato di coma vegetativo da 17 anni, anche ad altri casi che possano sorgere» è anche il professor Francesco D'agostino presidente onorario del Comitato nazionale per la bioetica e presidente dell' Unione giuristi cattolici italiani(Ugci). «In una situazione - ha spiegato il giurista - in cui nemmeno le sentenze della magistratura sono riuscite a creare una opinione condivisa nel Paese è giusto che il governo, in quanto rappresentante della maggioranza, si assuma le sue responsabilità». (m.v.)