Gennaio-nero negli Stati Uniti persi 598 mila posti di lavoro

NEW YORK.L'emorragia di posti di lavoro non accenna a rallentare, con il mese di gennaio che si rivela il peggiore dal 1974, con 598.000 posti persi. Il tasso di disoccupazione schizza al 7,6%, cioè ai massimi da 16 anni, il che significa che gli americani disoccupati sono 11,6 milioni. Da dicembre 2007, cioè da quando è cominciata la recessione, sono stati persi negli Usa 3,6 milioni di posti di lavoro, rendendo il 2008 l'anno peggiore degli ultimi 70 anni, dal 1939. I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro sono «devastanti»: «la situazione non potrebbe essere peggiore. Dobbiamo agire», perchè se non lo facciamo - avverte il presidente Barack Obama - questa crisi si trasformerà «in una catastrofe, la recessione si allungherà» e «continueremo a collezionare dati devastanti come quelli attuali mese dopo mese, anno dopo anno. Questo sarebbe il risultato dell'inazione e per gli americani è assolutamente inaccettabile». L'economia americane è in crisi, e la crisi «sta accelerando, non decelerando», sottolinea Obama. Ribadendo che il piano anti crisi in Congresso «non è perfetto» e che c'è la consapevolezza che rappresenta solo l'inizio di un «lungo viaggio per il ritorno al progresso e alla prosperità» (»ci vorranno mesi, forse anni, per rilanciare l'economia, ma ogni giorno di non azione significa un ritardo nella ripresa»), Obama critica i ritardi nell'adozione del progetto di legge, definendoli «irresponsabili» e «senza scuse». «Una crisi storica richiede una risposta storica», aggiunge il presidente americano, annunciando la creazione di una commissione per la ripresa economica, guidata da Paul Volcker, ex presidente della Fed. Obama si dichiara «sicuro che dall'altra parte di Pennsylvania Avenue, i membri del Senato stiano leggendo gli stessi numeri», e si augura che «giungano alla mia stessa conclusione: la situazione non potrebbe essere più seria. Questi numeri richiedono azione. E' irresponsabile e senza scuse perdersi in distrazioni e ritardi mentre milioni di americani perdono il proprio posto di lavoro. Per il Congresso è giunto il momento di agire. E' il momento di approvare l'Economic Recovery and Reinvestment Plan per far si che l'economia torni a girare». I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro americano dipingono un quadro peggiore di quanto previsto dagli analisti, che scommettevano su 535.000 posti di lavoro persi e un tasso di disoccupazione al 7,5%. Il settore manifatturiero ha perso 207.000 posti di lavoro, il calo più forte da ottobre 1982, dopo i 162.000 persi a dicembre. Nel solo comparto automobilistico si sono persi 31.300 posti. Nell' edilizia sono andati persi 111.000 posti dopo gli 86.000 di dicembre mentre nei servizi i posti di lavoro scomparsi ammontano a 279.000 dopo un taglio di 327.000 posti a dicembre. Si salva solo il settore pubblico, che guadagna 6.000 posti dopo averne persi 10.000 in dicembre.