Truffa alla sanità, il Galeazzi sotto accusa
MILANO. Ancora bufera nel mondo della sanità milanese. L'inchiesta sui rimborsi gonfiati si allarga ad altri ospedali. Ieri la guardia di finanza ha notificato 30 avvisi di garanzia ai vertici e ai medici dell'Istituto Ortopedico Galeazzi, cinque dei quali sono inviti a comparire. Tra gli indagati figura anche il proprietario, Giuseppe Rotelli, presidente del gruppo ospedaliero San Donato, anche se l'ospedale precisa che «si tratta di una duplicazione di una informazione di garanzia già fatta a suo tempo».
Rotelli, 64 anni, è presidente del Gruppo San Donato, il primo gruppo italiano della Sanità che annovera ben 17 ospedali in Lombardia (di cui due a Pavia, clinica Morelli e istituto Città di Pavia e una a Vigevano, la clinica Beato Matteo) e una casa di cura a Bologna. Rotelli ha origini pavesi. Figlio di un chirurgo, ha scelto la carriera universitaria: prima assistente e poi ordinario di Diritto Romano. Si inventa imprenditore nel 1980, prendendo in mano le redini del gruppo quando il padre Luigi si ritira.
I 30 avvisi di garanzia notificati ieri fanno parte di un nuovo capitolo dell'indagine dei pm Letizia Mannella e Sandro Raimondi che era partita tempo fa e aveva portato anche a perquisizioni al Policlinico San Donato e ad altre cliniche compreso lo stesso Galeazzi. Già allora Rotelli era stato iscritto nel registro degli indagati. Al centro di questo filone di inchiesta ci sono per ora circa duemila cartelle, in particolare dei reparti di dermatologia e chirurgia plastica, che sarebbero state alterate per ottenere dalla Regione, e quindi dal servizio sanitario nazionale, rimborsi maggiori rispetto al dovuto.
Gli inviti a comparire riguardano invece i primari delle divisioni finite nel mirino degli inquirenti, il direttore sanitario, l'amministratore delegato e un medico con funzioni amministrative: dovranno presentarsi il prossimo 10 febbraio davanti al gip Vincenzo Tutinelli per essere interrogati e dare la loro versione dei fatti, in relazione a una richiesta di misura interdittiva presentata dalla Procura. Le accuse per tutti sono falso e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale.
«Contestiamo ogni addebito, ritenendo di aver agito nel più assoluto rispetto delle regole», dichiara Marco de Luca, avvocato del Galeazzi. «Rispetto alle contestazioni e sequestri iniziali di oltre 90 mila cartelle - precisa de Luca - l'ipotesi accusatoria è stata drasticamente ridotta a poche centinaia di cartelle».
L'ufficio stampa di Rotelli ha precisato che «non c'è alcuna richiesta di provvedimento di invito a comparire o di interrogatorio, o di alcun provvedimento di qualunque natura a carico del professor Rotelli, ma si tratta di una duplicazione di una informazione di garanzia già fatta a suo tempo».
I magistrati hanno anche disposto il sequestro preventivo di circa 2 milioni di euro.