Mazzette sui loculi dei cimiteri
MILANO. Oltre 300 mila euro di tangenti in quasi tre anni per favorire o rendere più veloci le pratiche per un posto al cimitero. E' una somma abbastanza cospicua quella che avrebbero incassato Luigi Balladore e Carla Ferrari, il direttore e la funzionaria del Settore Servizi Cimiteriali del Comune di Milano, finiti in carcere nell'ambito dell'inchiesta sul racket del caro estinto.
I due sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Ieri, pomeriggio i due funzionari sono stati portati da Palazzo Marino al carcere di di San Vittore. L'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Giuseppe Vanore, su richiesta dai pm Fabio Napoleone (ora procuratore a Sondrio) e Grazia Colacicco, è stata notificata anche ad Alcide, Massimo e Andrea Cerato, titolari dell'impresa di onoranze San Siro e amministratori di fatto della Edilizia Cimiteriale, società al centro del nuovo filone d'indagine da cui, secondo l'accusa, provenivano le tangenti: i tre, già arrestati con una quarantina tra imprenditori e infermieri delle camere mortuarie lo scorso ottobre, sono rimasti però agli arresti domiciliari.
La svolta all'indagine è arrivata dall'analisi incrociata di alcune vecchie intercettazioni con documentazione trovata in alcune società riconducibili ai Cerato e con cinque files trovati su un personal computer di Andrea Cerato. Gli accertamenti degli investigatori hanno portato ad appurare che i cinque files - chiamati «cassa 2005», «cassa 2006» e cosi via fino al 2008 - nei quali l'espressione «ING X» era seguita da nomi propri, si riferivano a una contabilità in nero della Edilizia Cimiteriale sulla quale erano registrati i pagamenti all'ingegner Balladore e alla sua collaboratrice Ferrari. Si tratterebbe di mazzette per portare a buon fine, o velocizzare, l'iter di 59 pratiche dei clienti, in genere milanesi benestanti ignari di tutto, per una tomba o un loculo nei vari cimiteri milanesi, in particolare al Monumentale. I versamenti, a seconda della pratica, andavano dai 2.500 ai 20 mila euro.
Somme che, come emerge da un'intercettazione, Balladore e collaboratrice - definiti da Andrea Cerato i «due santi in paradiso» - si sparivano con una percentuale del 60 per cento il primo e il 40% la seconda. Sulla vicenda il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si è limitata a dire «la giustizia farà il suo corso».