La Vigilanza ricomincia da Zavoli
ROMA. La telenovela Villari diventa solo un imbarazzante ricordo e, dopo settimane di stallo, la commissione di Vigilanza sulla Rai elegge Sergio Zavoli alla presidenza. Lo fa con un voto pressoché plebiscitario: 34 si e 4 schede bianche. I 2 commissari dell'Idv, che ancora non hanno digerito l'esclusione di Leoluca Orlando imposta dal Pdl, non partecipano al voto. Il noto giornalista, scrittore, ex presidente Rai e senatore Pd, riceve il plauso degli esponenti di tutti i partiti.
E annuncia l'intenzione di mettersi subito al lavoro per risolvere la questione più spinosa e cioè il rinnovo del Cda di viale Mazzini scaduto ormai da mesi.
«Nella prima riunione della commissione di Vigilanza affronteremo il problema delle nomine del nuovo Cda Rai per dare un segnale al paese che non sopporta più le chiacchiere. La politica, dopo essersi presa troppo tempo, con un colpo di reni è riuscita a rimettersi in carreggiata su una questione cosi deliacata e ora dobbiamo lavorare» spiega Zavoli, per il quale la politica «può decidere» e se il Parlamento vuole «può risolvere i suoi problemi». Il neopresidente annuncia che l'ufficio di presidenza si è già messo al lavoro per approvare il regolamento sulla par condicio televisiva per le elezioni regionali in Sardegna, fissate per metà febbraio.
La nomina di Zavoli mette tutti d'accordo. I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, parlano di «indiscussa autorevolezza e professionalità» ma i commenti più entusiasti arrivano dal centrosinistra. «Una persona competente al posto giusto: è un'ottima notizia per le istituzioni e per il pluralismo della comunicazione» taglia corto Walter Veltroni mentre il sentatore del Pd, Vincenzo Vita, parla di «svolta». Al coro si uniscono anche gli esponenti del Prc e i centristi dell'Udc. Antonio Di Pietro annuncia che i commissari Idv torneranno in commissione di Vigilanza «dopo» la nomina del Cda Rai.
Chi salirà sul ponte di comando di viale Mazzini? In pole position per la nomina di presidente ci sarebbero l'ex direttore di Panorama, Pietro Calabrese, e il manager Fabiano Fabiani ma non si esclude la riconferma di Claudio Petruccioli. Per la poltrona di direttore generale sono in corsa Mauro Masi, Gianfranco Comanducci, e Lorenza Lei, attuale direttore delle risorse artistiche Rai ben vista in Vaticano. Per i cinque commissari in quota maggioranza, si parla di conferme per Giovanni Bianchi Clerici (Lega) e Giuliano Urbani di Forza Italia, che dovrebbe proporre come new entry, Alessio Gorla. An dovrebbe piazzare Gugliemo Rositani, l'Udc, Rodolfo De Laurentis. Per il Pd appare certa la conferma di Nino Rizzo Nervo. Ancora incerta è invece la seconda casella che Veltroni dovrebbe cedere all'Idv.
Riuscirà Zavoli ad esercitare quel ruolo di garanzia che tutti gli riconoscono? Il primo banco di prova ci sarà questa sera. Gioacchino Genchi, ex consulente dell'ex Pm di Catanzaro, De Magistris, sarà ospite ad Annozero in una puntata dedicata alle intercettazioni telefoniche e nel centrodestra scatta l'allarme. I membri Pdl del Copasir, Cicchitto e Quagliariello, definiscono «inopportuna» la presdenza di Genchi e chiedono l'intervento di Zavoli.