Via Tasso, si indaga per tentata rapina
PAVIA. E' stato arrestato venerdi notte, con l'accusa di avere tentato di rapinare il proprietario del bar Tarek di via Tasso. Ma è stato anche ferito dallo stesso gestore, con una coltellata alla gamba. Haital Ahmad, un giordano di 41 anni, dovrà rispondere di tentata rapina: ieri mattina il giudice ha convalidato il fermo e disposto l'obbligo di dimora a Pavia. Uang Somping, di 29 anni, gestore del bar, dovrà rispondere di lesioni dolose. Il suo avvocato, Yuri Lissandrin, cercherà di dimostrare, a processo, la legittima difesa. Tutto sarebbe nato per un rifiuto. Il gestore avrebbe negato il cambio di una banconota di 100 euro, che il 41enne voleva utilizzare ai videopoker. Da qui la reazione: Haital Ahmad avrebbe cercato di aprire la cassa. Poi il ferimento.
La vicenda, che ha provocato un certo trambusto venerdi notte in via Tasso, nel bar Tarek, gestito da cinesi, ieri mattina è stata in parte chiarita davanti al giudice. I due indagati avranno comunque ancora modo di spiegare nei dettagli la loro versione il 23 febbraio, data in cui potrebbero essere riuniti entrambi i procedimenti. Per ora si sa che Haital Ahmad si trovava nel bar, intorno all'una. Fino a quell'ora avrebbe giocato ai videopoker.
Poi, forse anche alterato dall'abuso di alcol (la sua difesa sostiene che avrebbe bevuto solo due birre), avrebbe chiesto un ulteriore cambio di soldi, per tentare ancora la fortuna, ma il gestore si sarebbe rifiutato di darglieli. A questo punto il 41enne (questa è l'accusa che il processo dovrà dimostrare) avrebbe fatto un movimento in avanti, verso il gestore, e infilato le mani nella cassa. Da qui sarebbe sorta una colluttazione con il barista, che, spaventato, avrebbe preso un coltello, che era nelle vicinanze del bancone, e reagito.
Se ci sono dubbi sulla dinamica della vicenda e su quanto accaduto all'interno del bar, da questo momento in poi prevalgono le certezze. Il fendente ferisce il 41enne alla gamba, che viene portato al pronto soccorso e medicato. La prognosi è di 25 giorni: scatta la querela d'ufficio per lesioni.
I carabinieri, subito accorsi per i rilievi, indagano sull'accaduto, tentando di ricostruire i dettagli nonostante gli ostacoli della lingua (il barista cinese non parla l'italiano ed è necessario l'intervento di un inteprete).
La ricostruzione dei militari fa emergere, comunque, anche l'altra faccia della storia, e quindi la possibilità che la coltellata sia in realtà la reazione a un presunto tentativo di rapina. Il giordano, che ieri mattina era difeso dall'avvocato Alessio Fieschi, viene arrestato. L'uomo risulta incensurato.
Il fratello, che ieri si è precipitato in tribunale a Pavia, è un docente all'Università La Sapienza di Roma. Il giudice ha convalidato il fermo, ma ha anche deciso per una misura cautelare meno pesante, disponendo solo l'obbligo di dimora all'interno del comune di Pavia. Il 23 febbraio il giudice valuterà le responsabilità. Non è da escludere che i due procedimenti possano essere riuniti. (m. fio.)