Robbio, l'indotto-auto soffre

VIGEVANO.Il settore automobilistico aspetta gli incentivi statali, e chiede che il Governo centrale faccia in fretta. Anche sul territorio vigevanese e lomellino vi sono aziende che stano soffrendo. «In particolare, nella zona di Robbio, abbiamo la Toscana Gomma (che produce imbottiture di sedili per auto, ndr) e la Cablelettra (che produce componenti e sistemi elettrici ed elettronici per il settore auto, ndr) che hanno richiesto la Cassa integrazione ordinaria - sottolinea Gian Mario Santini, segretario provinciale della Cgil -: Toscana Gomma, a rotazione, per 190 dipendenti, mentre Cablelettra ha 260 lavoratori in cassa integrazione. Senza contare che esiste tutta un'altra serie di piccole aziende legate al settore».
Santini sottolinea che «le prerogative di questa crisi stanno nel fatto che nessun settore è escluso. L'ultimo toccato è l'agroalimentare». Però, sottolinea il sindacalista «il settore auto è il più esposto perché è il più condizionato dalla situazione internazionale: pensiamo ai 60mila lavoratori a rischio alla Fiat, ma in maniera meno appariscente vi sono altre decine di migliaia di lavoratori collegati all'indotto, di cui una parte importante è presente in Lomellina. Fortunatamente in Toscana Gomma sono riusciti a differenziare la produzione, rimanendo meno condizionati dal contesto Fiat, con lavorazioni per altri comparti». E tra le concessionarie d'auto, che aria tira? «Se l'officina sta mantenendo il suo livello di attività regolare, la situazione delle vendite fa registrare un calo degli ordinativi di circa il 50%, questo mese, rispetto al gennaio 2008 - spiega Francesco Cazzani, amministratore delegato della Stav (concessionaria Fiat, Alfa, Saangyong), azienda vigevanese con 35 dipendenti - e anche l'usato ha subito un calo notevole dei volumi». Cazzani fa notare un altro dato: tra dicembre 2008 e gennaio 2009, il calo delle vendite è del 40%, impensabile fine all'anno scorso, visto che gennaio è in genere un mese ottimo per l'auto. «A dicembre abbiamo lavorato bene grazie a una serie di buone iniziative - spiega Francesco Cazzani - ma, chi deve cambiare l'auto, adesso aspetta di vedere quali saranno i nuovi incentivi, quindi la vendita del nuovo si è fermata. Per questo speriamo che il Governo decida in fretta». Anche il settore auto risente della stretta nella concessione dei prestiti. «Tante richieste di finanziamenti per l'acquisto delle auto non sono andate a buon fine - spiega Cazzani -. Il 70% delle vendite avviene tramite finanziamento, ma se chi finanzia stringe sui prestiti, è sempre più difficile vendere». (d.a.)