Veltroni lancia il new deal ecologico
ROMA.Una volta c'erano il mattone o le automobili. Oggi per far crescere l'economia dei paesi occidentali l'unica via è investire nell'ambiente. «Green economy», economia verde, la chiama Walter Veltroni lanciando un piano che potrebbe far ripartire l'economia italiana e produrre, in 10 anni, un milione di posti di lavoro. Un vero e proprio «new deal ecologico», sulla scia di quanto sta facendo Barack Obama negli Usa.
Proprio sul fronte della crisi accusa invece Silvio Berlusconi di restare latitante. «C'è un'assenza totale, persino fisica, del presidente del Consiglio che fa campagna elettorale in Sardegna come se questa crisi non lo riguardasse». E sottolinea come «rimarrà scolpita nella storia la frase di Berlusconi secondo cui 'la crisi non avrà effetti sull'economia reale"». Veltroni annuncia invece il suo piano verde nel primo appuntamento in vista della Conferenza programmatica del Pd di aprile. Sarà un piano che avrà «bassi costi e grandi benefici», assicura. Perché «l'unica leva, l'unico traino, l'unica forma di crescita virtuosa del Pil è la rivoluzione ambientale». Una rivoluzione, aggiunge necessaria non solo «per trasferire il mondo alle generazioni future», ma anche per rimettere in moto l'economia. E allora bisogna fare di più nell'edilizia, come nell'industria automobilistica a cui il segretario del Pd suggerisce di dare incentivi vincolati però alla ricerca e all'innovazione per avere auto a basso consumo e basse emissioni. Fino alla «rottamazione del petrolio» che, sottolinea è «una scelta economica e politica». Abbiamo la tecnologia e le conoscenze necessarie, assicura infatti Veltroni, ed è ora di «rottamare i vecchi meccanismi» per liberarsi dal petrolio, e nello steso tempo rispettare l'accordo di Kyoto sulla riduzione di emissioni inquinanti.
Su questa strada chiede al governo di far conoscere entro tre mesi quali sono i suoi piani per il rispetto dell'obiettivo fissato dall'Unione europea del «20-20-20» (vale a dire la riduzione del 20% dei gas serra, e l'aumento del 20% di fonti rinnovabili di energia, entro il 2020) come hanno già fatto Francia, Gran Bretagna e Germania. Da parte sua, il Pd riassume in un decalogo le «buone azioni» salva-clima per le città che promuoverà nei prossimi mesi. Si va dalla predisposizione di piani energetici alla riqualificazione delle aree industriali. Dagli interventi per l'efficienza energetica agli incentivi al trasporto pubblico. Fino alla promozione all'acquisto di prodotti ecologici a basso impatto e al coinvolgere i cittadini nelle scelte sul futuro della città. (a.p.)