«Un traffico mai verificatosi»

«E' assolutamente impossibile che un organo di provenienza sconosciuta possa entrare nella rete. E io mi sento di escluderlo». Non ha dubbi il nostro interlocutore. A garantire che la rete trapianti italiana «è totalmente estranea a qualunque traffico d'organi» e quindi sicura è Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti.
Come fa ad essere cosi certo?
«Perchè la rete è impermeabile, di ogni organo sappiamo da quale ospedale proviene, lo seguiamo fino all'accoppiamento con il paziente, sappiamo dove viene effettuato il trapianto e seguiamo il paziente dopo l'intervento. Tutti gli organi prelevati nelle rianimazioni italiane e utilizzati nei centri trapianto hanno un percorso dal donatore al ricevente immediatamente rintracciabile. Allo stesso modo è impossibile che un organo venga trapiantato a un paziente sconosciuto».
Quali devono essere i requisiti di un organo?
«Deve provenire da un ospedale italiano o da un centro estero certificato come il nostro. E deve rispondere a standard internazionali a cui l'Italia si attiene e che sono stati di recente proposti dalla Commissione europea. Questo sia per la sicurezza del paziente che per ragioni etiche».
E se si trattasse di centri clandestini?
«Io non so che informazioni abbia il ministro Maroni, ma si dovrebbe comunque trattare di una struttura ramificata e complessa».
Perchè?
«Un trapianto non è un semplice intervento chirurgico per il quale basta una sala operatoria, serve un insieme di strutture. Innanzitutto una Rianimazione perchè l'organo deve provenire da un paziente con il cuore pulsante, poi una sala operatoria, poi l'organizzazione per il trasporto, poi servono le analisi per appurare le caratteristiche immuno-genetiche dell'organo».
Il problema del traffico d'organi a livello internazionale però esiste...
«Sia l'Organizzazione mondiale della sanità sia la Società internazionale trapianti hanno lanciato l'allarme per il 'turismo trapiantologico". Ci sono infatti Paesi dove è possibile la donazione di rene da vivente dietro pagamento. Abbiamo avvisato i centri trapianto di mettersi in contatto immediatamente con le autorità competeneti qualora si presentassero pazienti con organi già trapiantati in queste situazioni». (m.v.)