«Ho nostalgia di quegli anni formidabili A Pavia c'erano Morandi e l'Equipe 84»
PAVIA.«Eh si, negli anni Sessanta ero proprio la cantante pavese più famosa», ricorda oggi Laura Casati con un guizzo negli occhi. Coda di capelli biondi e mani che si muovono veloci per cercare foto e canzoni, documenti di quel periodo in cui percorreva l'Italia e il mondo, da New York a Tripoli, con la sua voce. «Dovevo cantare a Tripoli e comprai da Annabella un tubino nero e una pelliccia grigia: si cercava sempre di essere all'ultima moda» ricorda. Nel 1963 sali sul palco del Fraschini e cantò per la prima sfilata di Annabella. Partecipò anche al primo festival della canzone sul mare: «Ero con Nilla Pizzi, Ornella Vanoni, Claudio Villa, Giorgio Consolini» ricorda con un sorriso aperto e gentile mentre apre la porta della sua casa piena di oggetti: una macchina da scrivere, fotografie ovunque, i giocattoli di Alessia, la bimba indiana che la chiama mamma Lalla e l'aiuta a superare il dolore per la morte del figlio, mancato nel 2002. «Non cantavo per i soldi o per diventare famosa, ma a un certo punto il mio discografico mi disse: è meglio che pensi a un altro lavoro perché i cantanti prima o poi vengono dimenticati». Nacque cosi l''Equipe 84 Bazar" in via Parodi 21: «Vendevamo la moda hippy, i jeans - ricorda Laura Casati - è stato il primo negozio per giovani d'Italia, lo inaugurammo il 2 dicembre 1967, ero in piena attività canora ed eravamo sulla bocca di tutti».
Ma quando ha iniziato a cantare?
«A undici anni il parroco di un paesino vicino a Udine mi fece cantare l'Ave Maria di Schubert imparata alla radio. Io ero timida, ma l'amore per la musica fa superare tutto. A 17 anni studiavo lingue a Milano, e a una festa il maestro Agostino Colombi mi senti e mi disse di studiare canto. Cosi la mattina andavo a scuola e il pomeriggio da Ione, una cantante lirica ebrea».
Gli esordi?
«Nel 1960, con Les Formidables: Piero Sacchi, Alberto Schinelli, Vittorio Pasotti e Adriano Gerosa. Il primo concerto fu a Valenza Po, poi alla Lucciola di Vigevano, Torino, Brescia, Cremona. Nella carriera solista invece ho rinunciato ad andare tre mesi in Giappone con Claudio Villa per non lasciare sola la mia mamma».
Come ha conosciuto Gianni Morandi?
«A Riccione. Quando fu mandato a fare il militare a Pavia veniva a trovarmi in negozio: cantammo insieme al circolo degli ufficiali di Bergamo».
Che musica ascoltava?«Elvis, Sinatra, la Fitzgerald ma anche la Streisand e Mina. Oggi ascolto ancora le vecchie glorie, ma non solo i vinile ma anche i cd e gli mp3».
Quando ha smesso di cantare?
«Nel 1972 il mio fidanzato mi chiese di sposarlo: decisi di smettere con la musica perché il negozio occupava molte energie e non era possibile fare bene tutte e tre le cose».
Non è riuscita a restare lontana dalla musica però...
«Nel 1998 ho incontrato per caso un vecchio amico, Giorgio Maestri e ho iniziato da swing e jazz con lui e Tullio Nidasio, Vittorio Molina, Pierangelo Pietra, Frank Calvi e Francesco Mazzolini. Ora siamo io, Deborah, Frank Calvi e Luigi Zano a cantare, Paolo Marconi al piano, poi Antonio Cazzani, Vittorio Molina, Luigi Cervi e Emilio». (a.ghez.)