Il prefetto D'Antuono denunciato dalla moglie
PAVIA. Bufera su Vincenzo D'Antuono, 59 anni, fino allo scorso febbraio viceprefetto vicario di Pavia, poi prefetto di Nuoro. La moglie pavese, una farmacista di 44 anni, ha presentato denuncia contro di lui accusandolo averla maltrattata e picchiata. I fatti contestati risalgono a dicembre. Ieri il ministero degli Interni ha confermato il trasferimento dal capoluogo sardo. D'Antuono, spiega una nota, è stato richiamato a Roma, per «motivi personali e familiari». Il provvedimento sarebbe legato proprio alla querela presentata a Pavia e nella quale la moglie lo accusa anche di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Accuse gravi che la donna, che aveva lavorato prima del matrimonio in una farmacia di Pavia, ha formulato al termine di un periodo travagliato trascorso nel capoluogo sardo.
D'Antuono ha dovuto fare le valigie martedi e lasciare l'appartamento di rappresentanza di via Deffenu a Nuoro non nascondendo la sua amarezza. «Per il momento da uomo delle istituzioni - ha dichiarato a un quotidiano locale - mi sembra opportuno non fare commenti. Certo sono addolorato due volte: sotto il profilo umano perché questa è una storia che tocca ciò che mi è caro; e sotto il profilo professionale perché ho dovuto lasciare una terra alla quale mi stavo affezionando».
A Nuoro D'Antuono, originario di Castellammare di Stabia, si era insediato il primo febbraio del 2008, dopo un lungo periodo a Pavia come vicario. Con la morte improvvisa del prefetto, Vincenzo Macri, ne aveva assunto le funzioni, reggendo la guida degli uffici di piazza Guicciardi. Tre mesi dopo la sua nomina a prefetto a Nuoro, si era sposato con rito civile (lui aveva alle spalle un matrimonio con un giudice di Cassazione) con la farmacista pavese, molto più giovane di lui. L'aveva convinta a raggiungerlo subito in Sardegna, lasciando anche il lavoro. Ma ben presto il menage matrimoniale avrebbe preso una piega inaspettata. Meno libertà - sostiene la moglie - e meno soldi a disposizione, con l'umiliazione di dover ricorrere a lui per ogni necessità, anche per le piccole spese. Informandolo quando usciva e quando rientrava a casa. Anche il tentativo di trovarsi un lavoro, presso una farmacia della città, sarebbe naufragato per il veto del marito. Contrasti e incomprensioni culminati - sempre secondo il racconto di lei - in una drammatica sera di dicembre. In quell'occasione - denuncia la donna - il marito l'avrebbe percossa e aggredita verbalmente. Tanto che lei si è barricata nel bagno dell'abitazione fino all'alba. L'indomani, approfittando dell'assenza del marito, ha lasciato l'appartamento senza bagaglio e senza cambio di abiti e ha preso il primo aereo per Milano. A Pavia si è fatta medicare in ospedale. Lividi e segni delle percosse sono stati confermati. E più tardi, assistita da un avvocato, la farmacista ha presentato denuncia. (m.g.p.)