Gaza, vacilla la tregua Sangue sul Mitchell-day
GERUSALEMME.Un'imboscata contro una pattuglia israeliana, seguita da una dura rappresaglia, ha scosso ieri la tregua nella Striscia di Gaza, con un bilancio provvisorio di tre morti (un soldato di Israele e due palestinesi), a poco più d'una settimana dalla fine delle azioni di guerra dell'operazione 'Piombo Fuso". La fiammata di violenza è coincisa con l'arrivo nella regione del nuovo emissario americano George Mitchell, incaricato da Barack Obama di ridare vigore al processo di pace reso fragile più che mai dalle vampate riesplose sul terreno proprio nelle ore in cui Mitchell sbarcava al Cairo e il responsabile della politica estera dell'Ue, Javier Solana, faceva spola fra la capitale egiziana e Tel Aviv.
A reinnescare la miccia è stato, a quanto sembra, un attacco-trappola in stile ceceno perpetrato da un gruppetto di miliziani palestinesi di matrice ignota contro una jeep militare israeliana che pattugliava il fronte sud del confine con la Striscia di Gaza. Un ordigno (forse una mina comandata a distanza) è esplosa al passaggio del veicolo, contro cui è poi partito il fuoco di un commando di aggressori appostato in attesa. Bilancio: un militare israeliano ucciso e tre feriti. Immediata la reazione con un'intensa sparatoria lungo la frontiera e con la chiusura di tutti i varchi di confine aperti nell'ultima settimana.