La forte voce di tanti Maestri
Il secondo centenario dell'orazione foscoliana Dell'origine e dell'ufficio della letteratura è per l'Università di Pavia una straordinaria occasione per ricordare, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una delle stagioni più fervide della propria storia e, al tempo stesso, per sottolineare l'eredità e l'attualità del magistero dei grandi Maestri che, dal 1361 - anno di fondazione dell'Alma Ticinensis Universitas - a oggi hanno contribuito al progresso del sapere.
Grazie all'impulso di Maria Teresa d'Austria e del figlio Giuseppe II e poi durante l'età napoleonica, gli illustri Maestri che nell'Ateneo pavese 'parlano un suon, che attenta Europa ascolta" sono Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani, Antonio Scarpa, Lorenzo Mascheroni, Vincenzo Monti, Giandomenico Romagnosi e Ugo Foscolo.
Scienziati, letterati, medici e giuristi, sostenuti dal governo e impegnati nel progresso della conoscenza, cosi come nella difesa dei principi di libertà, come ben testimonia il testo foscoliano, che doneremo al presidente Napolitano nella ristampa anastatica dell'esemplare autografato della prima edizione, a cura di Renzo Cremante.
Il testo, recitato da Ugo Foscolo in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del 1809, seppe esprimere con efficacia l'anelito alla libertà e all'amor di patria condiviso dagli uomini di cultura dell'epoca e seppe emozionare il mondo accademico e gli studenti.
«Parlò l'Oratore dell'origine delle lingue e delle scienze, e tutto ridusse al principio della parola. Forza di raziocinio e di elocuzione, novità molte di vedute filosofiche, amore costante alla verità furono le doti primitive che presentò nel suo dire da capo a fondo»: cosi il reggente dell'epoca (l'attuale rettore) Giovanni Gratognini sintetizzò i contenuti dell'orazione, inviando il resoconto a Pietro Moscati consigliere di Stato Consultore e direttore Generale della Pubblica Istruzione. Lo stesso Foscolo, in una lettera alla madre, ricorda l'entusiasmo degli studenti pavesi, che presero letteralmente d'assalto l'aula in occasione dell'orazione, cosi come durante le successive lezioni: «Io me la passo benissimo, e se lavoro non posso lagnarmi degli uomini, dacché non faccio lezione senza che tutta la città venga ad udirmi, e gli stessi professori dell'Università, e senza che la scolaresca non m'accompagni a casa tra gli evviva; di che, a confessare il vero, se ho sentito piacere la prima volta, ora comincio a vergognarmene».
Ugo Foscolo ci ha lasciato una importante eredità, un appassionato invito all'amor del vero, all'impegno morale e civile e anche l'impegno a conservare e far vivere i suoi scritti, carte autografe e testi preziosissimi, acquisiti dal Fondo Manoscritti creato da Maria Corti, dalla Biblioteca Universitaria e dal Museo per la Storia dell'Università di Pavia. Sull'eredità foscoliana è nata a Pavia un'importante scuola letteraria, che a tutt'oggi continua a richiamare studenti da tutt'Italia e dall'estero, studenti greci, in particolare da Zante, la Zacinto che diede i natali a Foscolo e con la quale l'Ateneo pavese ha stretto negli anni una forte collaborazione.
L'eredità che oggi celebriamo ci spinge a pensare e progettare al meglio il futuro dei giovani, forti dell'esperienza di un Ateneo storico affiancato da un campus con sedici collegi e, negli anni più recenti, dalla scuola superiore Iuss.
In un momento come questo dobbiamo saper affrontare con coraggio e forte determinazione i problemi emersi negli ultimi tempi riguardo alla formazione terziaria e alla ricerca.
E' importante ribadire che è in gioco il futuro, non soltanto dei nostri giovani, ma dell'intero Paese nel contesto internazionale, cosi come è doveroso ricordare che è assolutamente necessario investire sulle capacità ei giovani e sulle strutture che permettono la migliore espressione del loro talento.
Nell'esprimere la gratitudine dell'Università di Pavia verso tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono a mantenere vivi il nome e il magistero di Ugo Foscolo e la tradizione culturale del nostro Ateneo, desidero ricordare in particolare Franco Gavazzeni, la cui prematura scomparsa ci ha privati dell'acuta analisi che tutti ricordiamo e che rimane testimoniata nell'edizione delle opere foscoliane pubblicata da Einaudi-Gallimard, da lui diretta.
* Magnifico Rettore dell'Università di Pavia