Lavoro, la rivincita delle scuole tecniche
VOGHERA. In barba alla crisi, in Oltrepo, un bravo operaio continua a valere oro oggi come ieri. Ricercatissimi i meccanici, ma anche i periti agrari e industriali. E tra i giovani torna la voglia di lavorare subito, per non fare la fine degli amici laureati che finiscono col fare i precari anche fino a 35 anni, con poche possibilità di metter su famiglia. I diplomati d'istituti tecnici e professionali vanno a ruba. Al Gallini, ogni anno scolastico, il telefono del preside Luigi Toscani si fa sempre più rovente: sono i manager agricoli oltrepadani che cercano nuove leve.
Le associazioni di categoria fotografano un quadro in forte mutamento. Mario Campeggi, direttore dell'Associazione Artigiani dell'Oltrepo dice: «Scuola e mondo del lavoro spesso faticano a procedere di pari passo, ma dobbiamo ricordare che il mercato ha sempre bisogno di manodopera specializzata, di forze fresche, di operai con competenze aggiornate». Non disperdere risorse significa scegliere manodopera della nuova generazione. Ne sa qualcosa il preside del professionale Calvi-Maragliano. Per Bruno Crosignanila tendenza è chiara: «Dalle richieste che ciclicamente ci arrivano dalle ditte del territorio - spiega - posso confermare che i nostri studenti, specie quelli del settore meccanico, hanno un'ottima possibilità d'occupazione. Diciamo che il 99 per cento dei nostri diplomati trovano lavoro all'uscita da scuola. Per aiutarli puntiamo anche su laboratori in azienda e stage. Non va male nemmeno per quanto concerne l'indirizzo elettronico». Se ci si sposta al Maragliano, uno dei corsi più di tendenza è quello grafico-pubblicitario: «Anche in questo caso - dice Crosignani - nel mondo del lavoro si entra e si trova spazio in tempi relativamente rapidi. Naturalmente, qui, contano anche le abilità personali oltre a ciò che si è appreso». Buone nuove per quanto concerne il passaggio scuola-lavoro arrivano anche dagli istituti tecnici. Al Maserati-Baratta il preside Candido Mearditenta un'analisi: «Effettivamente i dati dicono che negli ultimi anni i periti tecnici scarseggiano. Le aziende ci chiedono di più, perché sanno che i nostri diplomati hanno ottime qualità da far fruttare. Prima si è assistito a un boom della liceizzazione, nei prossimi anni possiamo aspettarci un ritorno a un tecnico-professionale evoluto e completo. Oggi su un mercato del lavoro cosi competitivo la spunta chi è preparato, tenace e disposto al sacrificio». Sacrificio può anche voler dire sgobbare in fabbrica mentre l'amico s'iscrive all'università «e poi vediamo...». Meardi, però, invita a non dimenticare che anche in tema di università c'è solo da saper scegliere: «Passi la fame di manodopera ma è anche vero che noi in Italia abbiamo molto bisogno di laureati, specie in ambito scientifico. Dovrebbe essere finito il tempo del laureato figlio del laureato e dell'operaio figlio dell'operaio. Purtroppo non sempre è cosi».
Al tecnico agrario Gallini, scuola d'eccellenza a livello regionale, il preside Luigi Toscanifotografa il diploma tecnico come un titolo di studio ad alto valore aggiunto. «E' stato anche grazie a Confindustria che il governo ha fatto marcia indietro sulla liceizzazione selvaggia. Ora c'è un ritorno degli studenti e delle famiglie verso l'istruzione tecnica». Almeno il 25 per cento dei neo diplomati del Gallini entra subito nel mondo del lavoro. Ma c'è anche chi si orienta verso facoltà universitarie scientifiche. I ragazzi puntano non solo verso Agraria, ma anche su Chimica, Ingegneria e Biologia. Ultimamente qualcuno strizza l'occhio a Medicina e supera i severi test d'ingresso. «C'è chi sceglie di andare avanti a studiare e chi entra subito nelle aziende locali - osserva Toscani - Ma è pur vero che la nostra è una scuola piuttosto unica nel suo rapporto col territorio».
Emanuele Bottiroli