Sposo arrestato prima delle nozze
VIGEVANO.E' stato arrestato negli uffici municipali dove si stava sposando. L'egiziano Ahmed Mohamed Anwar Esayed, 21 anni, residente a Vigevano, era stato infatti raggiunto da un provvedimento di espulsione. Ma lui era rimasto tranquillamente in Italia e, questa mattina, sarà processato con rito direttissimo in un'aula del tribunale. Sbalordita anche la sposa N. A., una ragazza romena di 20 anni, residente a Vigevano. Ma lei non sapeva nulla. Il matrimonio è saltato forse definitivamente. Ma l'avvocato difensore dell'egiziano, Paolo Larceri, ha già annunciato una dura battaglia legale.
La vicenda è avvenuta ieri pomeriggio alle 16 negli uffici dello stato civile. Era l'orario stabilito per la celebrazione del matrimonio civile tra i due stranieri. Ma gli agenti del commissariato, seguendo le disposizioni del questore Paolo Di Fonzo, avevano spulciato le pubblicazioni di matrimonio e avevano scoperto che lo sposo egiziano non poteva restare in Italia. Doveva rientrare in Egitto perchè raggiunto dal provvedimento di espulsione. Era quindi un clandestino già gravato da un procedimento amministrativo. E il giudice di pace, secondo gli accertamenti che sono stati eseguiti dagli investigatori, ne aveva già negato la sospensiva.
Cosi gli agenti hanno teso una trappola all'extracomunitario. Si sono appostati all'interno degli uffici comunali di piazza Calzolaio d'Italia, la sede staccata del comune. Lo sposo è arrivato tranquillamente vestito in giacca a cravatta per quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita. O almeno quelle erano le speranze. Invece si è trasformato in un vero e proprio incubo.
Gli agenti in borghese si sono qualificati, lo hanno preso in consegna e lo hanno accompagnato negli uffici del commissariato. Ahmed Mohamed Anwar è stato fotosegnalato e ha trascorso la notte in una camera di sicurezza. Oggi è in programma il processo per direttissima.
L'arresto di extracomuntiari prima del matrimonio non è certo una novità per le forze dell'ordine della nostra provincia. Negli uffici comunali di Pavia erano avvenute alcune vicende simili e, in quelle occasioni, i provvedimenti di fermo erano stati eseguiti dagli uomini della squadra mobile.