Pavia, Serena cerca conferme


PAVIA. Alla partita col Pizzighettone ci teneva parecchio. Perché sulla panchina dei cremonesi c'era Settimio Lucci, suo allenatore al Piacenza quando era negli Allievi. «E poi ci sono altri ex del Piacenza che giocano nel Pizzighettone: Maccoppi, Ondei e il figlio di Lucci». E di fronte a ex compagni e allenatore lui, Marco Serena, ha giocato una buona partita, salvando il risultato all'inizio su una maligna palombella di Zanoletti, e poi, pur non dovendo compiere interventi prodigiosi, mostrandosi sicuro nel resto della gara. Quella sicurezza e personalità che lui stesso riconosce come il suo punto debole, ma che sta cercando di costruire partita dopo partita. Percorso non semplice visto che Serena è al suo primo vero campionato: dieci anni nelle giovanili del Piacenza, poi un anno alla Pro Sesto a imparare e annusare l'aria della C (ha giocato solo un tempo dell'ultima gara di campionato).
Mettiamoci pure, a rendere ancora più complicate le cose, che in quest'annata in azzurro non ha nemmeno alle spalle un portiere d'esperienza (Giorgio Cantele, il suo secondo, è giovane anche lui). Ma su Serena ha scommesso il tecnico Amedeo Mangone, che lo conobbe a Piacenza in una delle sue ultime stagioni da calciatore.
Il numero uno del Pavia ha avuto un avvio difficile, come tutta la squadra, ma ora sembra in crescita. «All'inizio è stata dura - dice - la mancanza di esperienza si paga e poi credo che abbia pesato il fatto che i punti nei campionati giovanili hanno un'importanza relativa. Qui invece ti rendi conto che è fondamentale non buttarne via».
Rispetto alle prime gare anche l'intesa con i compagni è migliorata, ma tracciando un bilancio parziale del suo campionato Serena ammette di non essere del tutto soddisfatto: «So che posso rendere di più. Devo acquistare sicurezza, soprattutto nelle uscite. E personalità: è la cosa che mi sento ripetere spesso, soprattutto dal mister. Da Alessandria in poi comunque c'è stata una svolta per tutta la squadra, infatti abbiamo preso pochi gol». Contro il Pizzighettone un intervento decisivo: «Sul pallonetto di Zanoletti ero forse un po' avanzato, ma me lo aspettavo e sono riuscito a pararlo. Per il resto non ho dovuto fare grandi interventi».
Arrivato a Pavia ha dovuto scontare due giornate di squalifica rimediate nella finale con la Berretti. «Giocavamo il ritorno a Pescara dopo aver vinto all'andata 4-0 - racconta - il clima era acceso e a un certo punto un giocatore avversario mi ha sputato in faccia. Io l'ho inseguito e ne ho dette di tutti i colori, anche verso il pubblico. Non sono stato espulso, ma mi sono ritrovato due turni di squalifica».
A Piacenza ha visto passare come portieri Guardalben, Orlandoni e l'attuale, Mario Cassano: «Uno che di sicuro arriverà in seria A». Tra le squadre incontrate quest'anno, invece, è la Sambonifacese quella che secondo Serena ha l'attacco più pericoloso: «Hanno una coppia di punte che si muove molto bene, quella per me è stata la partita più difficile». Ora c'è il Mezzocorona: «Un altro scontro diretto dove è importante almeno non perdere. Ma da quello che ho visto in settimana abbiamo la testa giusta per fare punti, e la vittoria di Cremona ci ha caricati. Le prossime gare saranno decisive per il nostro campionato, prima ci salviamo e meglio è». Il suo sogno è quello di arrivare un giorno a giocare in serie A all'estero: «Ma ora penso solo a fare bene qui».
Ieri, intanto, consueta partitella del giovedi. Fermo Longobardi per le febbre, e a riposo D'Amico (oltre a Campolonghi). Brutto infortunio a Caracciolo dopo un contrasto con Brighenti.

Luca Simeone