«Come superare l'emergenza? Sosteniamo i redditi»
PAVIA. L'obiettivo è il congresso della Cisl in programma il 12 e 13 marzo prossimi, ma Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, già ieri è venuto a Pavia per tastare il polso agli organismi locali. «E' andata bene - sottolinea - ho visto una Cisl attiva, un bel dibattito. Sentono tutti il segno della crisi, ma ho colto anche una grande responsabilità e la voglia di lavorare con coesione». Petteni, che la crisi la vede nelle aziende lombarde, analizza la situazione e spiega la propria ricetta.
Petteni, come stanno le aziende lombarde?
«I dati che stiamo costantemente monitorando ci danno il segno della crisi che avanza: la cassa integrazione ha subito un incremento. Inoltre sta venendo meno la conferma dei contratti a tempo determinato e dei lavoratori interinali. In Lombardia nei primi sei mesi 2008 le assunzioni a tempo determinato rappresentavano il 42% del mercato del lavoro».
E in provincia di Pavia?
«La situazione è più o meno la stessa».
Cosa bisogna fare?
«Passare immediatamente a provvedimenti concreti che nel 2009 possano dare un sostegno al reddito di qualsiasi lavoratore, assunto con ogni tipologia contrattuale».
In che modo?
«Concedendo la cassa integrazione ai settori che non ce l'anno e usando il meccanismo della disoccupazione. In pratica allargando la platea degli strumenti che ci sono».
Spesa consistente per il governo...
«Se non sosteniamo i redditi, diminuiscono i consumi. E' un circolo vizioso. Ma non c'è solo questo da fare».
Cos'altro?
«Dopo questi interventi, che chiediamo siano decentrati sul territorio in modo da seguirne le specificità, è necessario che si avvii un confronto per innescare la ripresa. Occorre accellerare processi e progetti sulle infrastrutture che possano essere anticipati. E sui temi della finanza si compiano interventi tali da non mortificare quelle imprese, soprattutto piccole e medie, che ora non possono avere ulteriori restrizioni».
Quando usciremo dalla crisi?
«Dobbiamo fare più azioni, non tutto dipenderà da quanto avviene nei grandi scenari. Dobbiamo fare qualcosa anche noi: potremmo uscirne prima in relazione alla capacità di azioni e scelte che realizziamo. E senza vendere illusioni. Sono convinto che da questa crisi usciremo tutti diversi. Non basta che il sindacato denunci le difficoltà, deve anche mettersi in gioco».
E' un invito a chi?
«Anche alla nostra organizzazione». (d. z.)