«Io mi dimetto, vi auguro buona fortuna»

TORTONA. «Io lascio, buona fortuna a tutti». L'altra notte il botto in consiglio comunale a Tortona: Francesco Marguati si è dimesso da sindaco della città. Lo ha fatto all'una e mezza di ieri notte, al termine del consiglio comunale che che ha portato all'approvazione del bilancio di previsione. Lo ha comunicato ad un'assemblea sorpresa e scossa da una mossa comunque imprevista nonostante le recenti tensioni. Fatto il bilancio che consente, comunque, al Comune di procedere fino alle prossime elezioni del giugno prossimo, il primo cittadino ha preso cappotto e cappello e ha salutato tutti.
Era da poco passata l'una e mezza di notte e il consiglio era praticamente concluso, quando Marguati ha preso di nuovo la parola: «Ringrazio la minoranza per tutte le volte che ha garantito il numero legale in consiglio - ha detto di fronte ai consiglieri, assessori e a un pubblico ormai decimato dall'ora tarda - chi giornalisti - consapevole di aver compiuto fino in fondo il proprio dovere, il sindaco rassegna le dimissioni, risparmiando alla maggioranza la ricerca ed il fastidio di frasi di circostanza. Adesso siamo tutti liberi. Buona fortuna». Un colpo secco, una scossa imprevista. Un congedo che amplifica in modo clamoroso gli attriti striscianti degli uitimi mesi. Marguati si è, quindi, girato verso il segretario comunale, consegnando la lettera di dimissioni. Mentre gli altri consiglieri affrontavano l'ultimo punto all'ordine del giorno, di minore importanza per la città, il primo cittadino si è alzato, si è recato nel suo ufficio, ha preso cappotto e cappello e si è allontanato, lasciando i presenti sbigottiti. Nessuno infatti, immaginava una decisione del genere. Marguati non aveva comunicato a nessuno la sua intenzione di dimettersi: una decisione che è risultata irrevocabile. Lo ha confermato lui stesso ieri mattina durante una conferenza stampa convocata nel suo ufficio durante la quale ha spiegato le ragioni del suo gesto e le motivazioni delle sue dimissioni. Una scelta che, nel day after del collasso politico cittadino, viene motivata come meditata e sofferta, giunta al termine di un periodo che ha visto il primo cittadino al centro di aspre polemiche, preso di mira da esponenti di maggioranza ed opposizione. Marguati, consapevole delle implicazioni politiche del suo gesto che agiterà la scena politica locale nelle prossime settimane, prima di dimettersi, ha voluto però approvare il Bilancio di previsione per l'anno in corso, consentendo cosi di al Comune di andare avanti senza grossi intoppi fino alle prossime elezioni amministrative. La legge concede ai sindaci dimissionari, 20 giorni di tempo per un eventuale ripensamento. C'è tempo fino al 10 febbraio quindi, per una eventuale marcia indietro di Marguati, che però, pare proprio, non ci sarà. Da mercoledi 11 febbraio, la città di Tortona sarà retta da un Commissario prefettizio appositamente nominato dalla prefettura di Alessandria al quale spetterà il compito di far funzionare la macchina comunale. Viste le imminenti elezioni amministrative in programma nel mese di giugno, l'impegno al quale sarà chiamato il commissario prefettizio nei prossimi cinque mesi, sarà tutt'altro che gravoso. Con ogni probabilità si limiterà a svolgere la normale amministrazione. La vera frattura è sul piano politico: Marguati (Udc) ha intuito da tempo che la Pdl non vuole ricandidarlo. Sullo sfondo anche la recente vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto sul caso dell'indennità di pensione non dovuta. Grana che ha pesato nel rapporto tra Marguati e la Pdl. Sta di fatto che, con le dimissioni del sindaco, decadono gli assessori, il presidente del consiglio comunale e i consiglieri. La situazione politica tortonese, riparte da zero. Aspettando il voto.
Angelo Bottiroli