Vigevano, lascia l'incarico in tribunale una delle gemelle-avvocato indagate
VIGEVANO.Ha lasciato l'incarico di giudice onorario in tribunale e il presidente ha smistato le sue cause ad altri magistrati. L'avvocato Patrizia Odisio ha rinunciato volontariamente al ruolo che ricopriva a palazzo di giustizia. Una scelta personale del legale (che ieri non è stato possibile contattare), al centro anche di un caso che la vede coinvolta con la gemella Gabriela. Patrizia Odisio, 54 anni, e la sorella avrebbero approfittato della somiglianza per sostituirsi in due udienze civili davanti al tribunale e al giudice di pace di Vigevano. Per questi episodi, risalenti al 1998 e al 2001, è in corso un procedimento penale al tribunale di Brescia, competente per i giudizi che coinvolgono magistrati del distretto di Corte d'appello di Milano, che comprende anche Vigevano. La prima udienza era il 15 gennaio, ma è stata rinviata ad aprile. L'accusa formulata è quella di falso ideologico, ma è ancora tutta da dimostrare. L'avvocato Gian Pietro Pilliu, difensore delle due sorelle, aveva infatti affermato che le due sorelle non si erano mai sostituite a vicenda e si era detto convinto che al dibattimento avrebbero dimostrato la loro estraneità ai fatti.
L'avvocato Odisio, alla fine del 2008, ha volontariamente lasciato l'incarico di giudice onorario che ricopriva da anni al tribunale di Vigevano e il presidente del tribunale, Anna Maria Peschiera, ha assegnato i procedimenti ad altri magistrati. In particolare, un'udienza civile fissata il 27 febbraio è stata assegnata al giudice Fabrizio Scarzella e rinviata d'ufficio al 28 aprile. Il giudice Chiara Russo prenderà invece in carico un'udienza fissata il 6 marzo e rinviata al 17 marzo.
La rinuncia dell'avvocato Patrizia Odisio aggiunge un ulteriore vuoto nell'organico dei magistrati (togati e onorari) del tribunale di Vigevano, ancora in attesa dell'arrivo di un giudice in sostituzione del Gup Giulia Pravon, trasferita l'anno scorso al tribunale di Novara. Ancora più pesante, invece, la situazione del personale amministrativo, dove le assenze toccano ormai il 50% dell'organico. (l.g.)