Violenza sul treno, giovane rischia fino a dieci anni per una molestia
PAVIA.Rischia una pena dai cinque ai dieci anni per una molestia. Perché l'accusa, nonostante il fatto in sé (e il grado di gravità sarà comunque il processo a valutarlo), è comunque di violenza sessuale. Ne deve rispondere un giovane di 24 anni di Milano. Alla fine di ottobre di un anno e mezzo fa avrebbe molestato una giovane sul treno, in stazione a Pavia.
Con «violenza», si legge nel capo di imputazione. Della vicenda, però, sono trapelati pochi particolari. L'avvocato difensore, Ilaria Rustici di Milano, si limita a dire: «Abbiamo presentato le nostre istanze, ma la situazione è delicata e preferiamo non commentare. Di certo stiamo parlando di una vicenda che non ha nulla a che vedere con una violenza vera e propria, ma di una categoria di reato molto meno grave».
Il codice, però, equipara gli atti di libidine alla violenza sessuale vera e propria, che prevede pene piuttosto alte. A testimoniare contro l'imputato saranno comunque, alla prossima udienza, gli agenti della polizia ferroviaria intervenuti in quella circostanza. Il treno, che stava percorrendo la tratta Milano-Genova, era in stazione a Pavia quando si è verificato il fatto. Il giovane si sarebbe seduto vicino alla ragazza, poi avrebbe cominciato a parlarle, per attaccare bottone.
Le avances si sarebbero fatte sempre più pesanti, fino a che il 24enne avrebbe allungato le mani. Con una certa foga, secondo l'accusa. La ragazza si è spaventata. Alla fine ha chiesto aiuto, rivolgendosi ai poliziotti per sporgere denuncia. Da qui l'avvio del processo nei confronti del giovane, che dovrà spiegare la sua versione dei fatti. (m. fio.)