IMBARAZZO E VERGOGNA
L'imbarazzo è quel sentire per cui ci si ritrae. Un po' meno graffiante e dolente della vergogna, però l'imbarazzo della vergogna è perfino più profondo ed avvolgente. Si vorrebbe essere altrove, parlar d'altro, non avere occhi per vedere e nemmeno parole per dire. Ma siamo noi italiani come comunità davvero capaci di provare imbarazzo? Disgusto si, ed anche ira e stanchezza. Ma imbarazzo vero non pare. In una comunità che dispone di quella sorta di salvavita morale che è l'imbarazzo, la quadriglia istituzionale intorno alla commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e le annesse dichiarazioni del senatore Villari non trovano posto nel menù delle notizie serie e vere di giornata. Che direste di un Tg che dà puntuale e forbito resoconto del verbale di condominio con cui si rende legittima la scelta di riparare l'ascensore? E che registrasse le dichiarazioni dello strambo inquilino che ci si è barricato dentro dicendo di essere l'esperto riparatore? Che si può dire di uno Stato le cui massime autorità devono lavorar di giuristi per due mesi per spostare uno che si è fatto eleggere presidente dai partiti contro i quali è stato eletto e che poi si dichiara l'unico detentore della moralità istituzionale? Che direste della classe dirigente di cui Villari è testimonianza ed esempio? Dovreste, dovremmo provare imbarazzo per loro e per noi, e invece eccoli li, al Tg.