E la fortuna bacia il pensionato

VOGHERA.Sudi, lotti per farti bastare la pensione e poi giochi qualche euro a settimana in ricevitoria. E a volte può anche andar bene. La dea bendata ha sorriso al pensionato che ogni settimana fa tappa alla ricevitoria di Roberta Cebrelli, all'interno del centro commerciale Iper di Montebello. Un irriducibile del Superenalotto ha portato a casa 21.853 euro dopo la fortunata (per lui) estrazione di sabato. Questi i numeri estratti nell'ottavo concorso dell'anno: 13, 17, 25, 55, 64, 85. Numero Jolly: 11. Superstar: 36. Non li ha centrati tutti ma cinque si e gli hanno regalato una gioia inattesa. «Anno nuovo vita nuova», recita il detto. E per lo scommettitore coi capelli bianchi è stato proprio cosi: ora ha qualche risparmio da parte, un gruzzolo che dovendo pagare spesa e bollette diventa utopico pensare di accantonare sul conto corrente. Per questo il 5 vale quasi doppio. Soddisfattissima anche la titolare della tabaccheria-ricevitoria, che ha precompilato la schedina da poco più di 1 euro che ha regalato un'enorme soddisfazione a un anziano che da tempo aspettava un colpo vincente. «In questi ultimi anni sono stati almeno 7 i cinque al Superenalotto che abbiamo festeggiato - sorride Roberta Cebrelli -, ma non è solo dal più celebre gioco della Sisal che arrivano soddisfazioni». Il riferimento è all'altro gioco che va per la maggiore, quello dei gratta e vinci. «A dicembre - ricorda la ricevitrice - abbiamo visto festeggiare diverse vincite da 10mila euro. E' un gioco che piace, che dà subito il verdetto. Sono tante anche le vincite minori, da 5 euro in su, ed è per questo che gli affezionati alle schedine da grattare si stanno moltiplicando. I giocatori non hanno età, si va dall'universitario al nonno». L'importante è sempre ricordare che il gioco non deve diventare una schiavitù, una droga che si porta via stipendi e pensioni. Ma pochi euro per tentare la sorte, lo sa bene il pensionato che ha intascato il montepremi del suo 5 vincente, possono anche regalare un pizzico di serenità e quel tanto che occorre per arrivare a fine mese, per una volta, senza il fiato corto. (e. b.)