Olevano, 6 anni di carcere ai finti genitori
OLEVANO.Sei anni di carcere ciascuno: per i finti genitori - che hanno iscritto all'anagrafe un bimbo di pochi mesi non loro - la mamma naturale e l'intermediario. Condanne pesanti, ieri a Milano all'udienza preliminare che vedeva imputate a vario titolo 32 persone, dopo un 'inchiesta per lo sfruttamento di minorenni rom.
Alla sbarra anche Ion Lucan, 34 anni, la moglie Mariana Bradu, 38 anni, Narcisa Nicolae, 20 anni, madre naturale del bambino, e il cugino Leonard Nicolae, 25 anni, tutti romeni. Marito e moglie sono in cella a San Vittore.
Vivevano a Olevano, ospiti da parenti, quando a maggio 2008 la polizia li aveva arrestati. Accusandoli di aver comprato per 500 euro il piccolo di 5 mesi che avevano con sé. Marito e moglie hanno sempre negato la compravendita, ammettendo però di avere alterato i dati, iscrivendo il bimbo nei registri del Comune di Milano. Assolti dall'accusa di riduzione in schiavitù, sono stati condannati per l'alterazione dello stato civile, come la madre naturale e il cugino. Quest'ultimo avrebbe fatto da intermediario nella vicenda per far avere il neonato - venuto alla luce il 9 dicembre 2007 - ai coniugi Lucan, che volevano avere un bambino ma non riuscivano ad avere un figlio naturale. Per i coniugi il pm Isidoro Palma aveva chiesto 3 anni e 4 mesi, con parere favorevole alla scarcerazione. Per Narcisa Nicolae e il cugino invece 9 anni e 6 mesi. Ieri, al termine del'udienza con rito abbreviato, da parte del giudice Giulia Turri c'è stata una condanna più pesante.
Fabrizio Aronica, legale dei Lucan con il collega Filippo Caccamo, la definisce «del tutto sproporzionata: senza lo sconto di un terzo per il rito sarebbe stata addirittura di 9 anni». Non sono state concesse «neanche le attenuanti generiche a due persone senza precedenti penali. Volevano solo avere un figlio, anche se certo non era la via giusta». Dopo l'udienza di ieri, cui i Lucan hanno assistito, erano «sconvolti e increduli. Non si aspettavano assolutamente una sentenza cosi dura». Non hanno comprato il bambino, dicevano i parenti dei coniugi Lucan quando la coppia è stata arrestata dalla squadra mobile di Milano. Tornando al processo: l'avvocato Aronica aveva chiesto il minimo della pena (5 anni) ridotta di un terzo per l'alterazione di stato civile, l'assoluzione per la riduzione in schiavitù. Farà ricorso e chiederà nuovamente la scarcerazione.
Condanne pesanti (fino a 14 anni per la riduzione in schiavitù) anche per gli altri imputati. Intanto il piccolo Ionuz - dopo l'arresto dei 'genitori" lo avevano accolto in una comunità protetta - è stato dichiarato adottabile.