Parasacco, l'antenna contesa

ZERBOLO'. «Tanti si sono trasferiti a Parasacco per godere della natura, e adesso un obbrobrio alto 40 metri rischia di rovinare tutto». Renzo Camerotto, 41 anni, scenografo di Milano, dà voce alla raccolta firme contro l'antenna per l'Adsl prevista nell'area della piazzola ecologica, all'estremità della piccola frazione nel cuore del Parco del Ticino. Petizione che Camerotto ha promosso per osteggiare il prosieguo dei lavori, ora fermi per il maltempo. Con lui si sono schierati 150 cittadini, tra residenti a Parasacco (400 anime in tutto, di cui circa 200 emigrati dalle grandi città del nord) e alcuni abitanti di Zerbolò.
I firmatari temono che la struttura finirà per compromettere in maniera irreversibile il panorama: cascine, canali, cortili, un castelletto e tanto verde, dove non è raro incontrare gli aironi e l'atmosfera è quella tipica rurale di un tempo, fatta eccezione per gli insediamenti abitativi più recenti. «Qui sembra di vivere in un altro mondo - insiste Camerotto - apposta mi ci sono stabilito quattro anni fa». La metà dei residenti ha scelto Parasacco per l'ambientazione. Da qui l'alzata di scudi contro l'antenna che dovrebbe essere issata a breve, la stessa che consentirà alla frazione di avere l'Adsl: «Niente in contrario con l'Adsl, anzi - incalza il portavoce della petizione -. Ci sono però altre tecnologie, non è possibile non avere alternative se non questa». Fa specie «che qui le case debbano rispettare determinati criteri per inserirsi nel paesaggio, però sull'obelisco a centocinquanta metri dal castello nessuno dice niente». Le 150 firme raccolte sono già state depositate in municipio, mentre dovrebbe essere imminente la costituzione di un comitato per il paesaggio con lo scopo di impedire altre iniziative analoghe. «Terremo d'occhio anche l'edilizia e l'urbanistica», il monito di Camerotto. Ieri, a metà mattina, non c'era anima viva a Parasacco. Chiuso l'unico bar. Sembrava di trovarsi in un'altra dimensione spazio-tempo. Dell'antenna se ne parlava però di fronte alla bancarella di ortofrutta piazzata all'ingresso di Zerbolò. «Non lo vogliamo quel mostro di antenna - il parere di Elena Setta, una signora residente nel capoluogo - Sarà troppo vicina alle case, non sono d'accordo, infatti ho sposato in pieno la petizione». «Come se il ponte dell'autostrada non avesse deturpato abbastanza l'immagine del paese - l'intervento di Natale Sturini, pensionato -. Fino ad oggi Parasacco era un'isola felice. La Tour Eiffel lasciamola a Parigi».
Simona Bombonato