Industria, fatturato a -13,9%
ROMA.L'industria a picco come non accadeva dal 1991, il Prodotto interno lordo che, anche per questo, calerà del 2%, riportando l'Italia al 2005. E poi le banche che non danno credito nonostante il costo del denaro sia basso. «La crisi non è cosi drammatica come tutti vogliono pensare. Perché non mi sembra che due-tre anni fa le cose fossero cosi tremende», dice Silvio Berlusconi, presidente del consiglio. «Il meno 2% è una percentuale importante, non si vede da molti anni - gli risponde Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria - dalla crisi si può uscire, ma servono una serie di iniziative chiare e più fondi. Ne parleremo nel prossimo incontro con il governo». Incontro in programma domani. «Le parole di Berlusconi sono sorprendenti quando dice che il calo di due punti del Pil non costituisce un problema. Evidentemente Berlusconi non sa che quei due punti in meno sono posti di lavoro persi e aziende e negozi che chiudono», dice Walter Veltroni, segretario del Pd.
Ancora una volta i dati neri di giornata li fornisce l'Istat: a novembre, rispetto allo stesso mese del 2007, il fatturato dell'industria è calato del 13,9% nel complesso. Sul mercato italiano il calo è stato del 13,1%, mentre il fatturato verso l'estero è calato del 15,7%. Del 26,2%, invece, il calo degli ordini. La batosta è sensibile anche se si confronta novembre 2008 con il mese precedente: fatturato a -3,9%, ordini -6,3%. Il settore delle auto è uno di quelli più colpiti con un -29,3% di fatturato e -31% di ordini.
A Bruxelles Giulio Tremonti dice che il governo recepirà il -2% di crescita Pil che prevede la Commissione europea, anche se il ministro dell'Economia dice di non credere alle stime. «Prima di presentare il Programma di stabilità - aggiunge - abbiamo aspettato le nuove, previsioni della Commissione». Poi spiega: «Bruxelles ci aveva già comunicato da almeno 10 giorni il dato. Non è che uno lo contesta, significa tornare al 2005».
Poi c'è l'aspetto del deficit pubblico. Per quest'anno la Commissione Ue ipotizza uno sforamento dell'Italia al 3,8%. «La nostra è una dinamica blanda - dice Tremonti - siamo nella parte bassa della classifica europea». Il ministro annuncia anche che, per gli ammortizzatori sociali, il governo prevede di mettere in campo 8 miliardi, quattro quest'anno e quattro nel 2010. Sono i fondi europei per le Regioni e senza il si europeo e delle Regioni non se ne fa di niente. Cosi oggi ci sarà un incontro fra governo e presidenti delle Regioni per trovare una soluzione.
Tremonti a Bruxelles parla anche delle banche e di come la situazione, in Italia, sia migliore che altrove. «In Italia - dice il ministro - si sente meno la stretta del credito su famiglie e imprese. Gli istituti di credito cooperativo hanno aumentato i finanziamenti alle imprese, piccole e medie in particolare, del 14%». Una visione ottimistica che contrasta con l'iniziativa di ieri della Banca d'Italia che ha voluto incontrare le maggiori banche italiane. «La cresita dei prestiti continua a decelerare - dice la Banca d'Italia - si è discussa la situazione del mercato della liquidità, tuttora insufficientemente fluida».