Allagamento, casa inagibile
VIGEVANO.Per il momento sarà ospitata dai parenti la famiglia di tre persone (padre, madre e figlia) che, domenica pomeriggio, verso le 14.30, è statta costretta a lasciare la propria abitazione di corso Genova per l'allagamento dello stabile.
Si tratta di una famiglia italiana, padre e madre settantenni, e figlia 35enne, che si è trovata l'abitazione allagata per una grossa perdita alle tubazioni dell'acqua.
Sono intervenuti i vigili del fuoco a tamponare la falla, con la polizia locale che ha valutato insieme ai pompieri le condizioni del vecchio edificio.
Quindi è stato chiesto l'intervento del Servizio sicurezza del Comune, di cui è responsabile Roberto Germani. E' stato ispezionato il fabbricato, che ha subito danni in seguito a un cospicuo allagamento: una perdita d'acqua dalle tubature.
Presenti, al momento dell'allagamento, le tre persone residenti.
Gli uomini del Servizio sicurezza del Comune hanno esaminato attentamente il fabbricato, accompagnati dai vigili del fuoco, e hanno potuto constatare un reale stato di pericolo per i residenti, si legge nella relazione, «costituito dal generale stato di fatiscenza e degrado del fabbricato a due piani fuori terra in miserrime condizioni, igienico sanitarie e statiche, ed impiantistiche per altro peggiorate dall'allagamento, tali da temere crolli».
«Dopo lunghe trattative con l'anziano genitore - spiega il comandante della polizia locale Pietro Di Troia - che non avrebbe voluto lasciare l'abitazione, lui, la moglie e la figlia si sono lasciati convincere ad essere ospitati da un'altra figlia presente in quel momento, in attesa di trovare una nuova dimora».
Dopo il sopralluogo, domenica pomeriggio, il fabbricato è stato dichiarato inagibile dal Comune.
Nella giornata di oggi, il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino emetterà un 'ordinanza relativa all'inagibilità dello stabile e disporrà la messa in sicurezza dell'intero edificio, che viene giudicato pericolante perché la struttura si è danneggiata.
«E' stata una perdita d'acqua importante - spiegano alla polizia locale - e si teme il rischio di crollo dell'edificio. Chiaramente la famiglia che vi risiede non può più stare li».