Stradella, l'ambulanza si schianta all'incrocio

STRADELLA. L'ambulanza correva, era in emergenza. E' passata all'incrocio, convinta che lampeggianti e sirena l'avessero annunciata a sufficienza. Non era cosi. Il mezzo della Croce Rossa di Stradella si è schiantato contro una Ford Fiesta. Poteva andare molto peggio di com'è finita: ferito l'automobilista, qualche contusione ed escoriazione per due dei tre militi.
Lo schianto è avvenuto all'incrocio fra via Gramsci, via Levata e la statale. Dai primi accertamenti sembra che l'ambulanza a sirene spiegate stesse eseguendo un servizio in codice rosso preceduta dall'auto medica, per un soccorso urgente a Montù. Giunta all'incrocio regolato da semaforo, nonostante il rosso, mentre stava attraversando arrivava da via Levata la Ford Fiesta, che aveva il semaforo verde. L'auto era guidata da G. M., 25 anni, di Montù Beccaria, mentre l'equipaggio della Cri era composto da due persone oltre al conducente, F.C., 40 anni. L'allarme è scattato immediatamente, sul posto sono prontamente arrivate altre ambulanze e i carabinieri della Stazione di Stradella, coadiuvati dal radiomobile, per eseguire i rilievi fotoplanimetrici e regolare il traffico molto intenso a quell'ora, sulla statale, e il comandante dei vigili urbani di Stradella, Giampiero Bellinzona.
L'urto è stato piuttosto violento, tanto che i due mezzi hanno riportato gravi danni: sono stati rimossi dal soccorso Aci Faravelli di Stradella. Il bilancio fortunatamente non è stato grave: M.D., 36 anni, di Stradella, che viaggiava sull'ambulanza come volontario avrebbe riportato una trauma cranico e contusioni. Contuso anche il conducente della Fiesta, che nonostante la protezione dell'air bag ha riportato escoriazioni e contusuioni apparentemente non gravi. Per entrambi sono stati effettuati ulteriori accertamenti medici in serata. Lievemente contuso l'altro componente dell'quipaggio, che si trovava nella parte posteriore dell'ambulanza. Sul posto si sono portati altri automezzi della Croce rossa, per recuperare le attrezzature sanitarie molto sofisticate e tecnologiche che si trovavano sul mezzo incidentato.
Pierangela Ravizza