Raymonda, il capolavoro di Petipa al Fraschini

PAVIA.Alla vigilia della sua uscita di scena dopo un'eccezionale carriera svolta presso quattro zar, Marius Petipa, destinato a finire vittima delle sue stesse formule che non ressero alla verifica dei mutati climi politici e teatrali, riusci a conseguire l'ultimo, meritato trionfo, con un balletto confinato per oltre un secolo nell'area sovietica: 'Raymonda".
All'età di ottanta anni, il grande creatore del più imponente monumento coreografico dell'Ottocento dona un altro capolavoro, grazie anche all'ispirata partitura di Alexandr Glazunov. Lavorando in perfetta sintonia con il musicista che imprime a ciascun atto una specifica peculiarità melodica e folclorica (francese, orientale, ungherese), egli procede alla stesura del balletto, in cui chiede alla sua ultima eroina lo sfolgorio più autentico di una incantata eleganza ed un ricamo di passi che richiedono esaltante bravura, ed alabora con maestra compositiva lunghi, impervi assoli, 'pas de deux" di notevole lirismo e rigore tecnico, 'insiemi" spettacolari. Queste parti di pura e grande danza, numerose e squisite, mettono in secondo piano la debolezza del soggetto (un po' confuso, talvolta contraddittorio, non sempre lineare), chiesto dal direttore dei Teatri Imperiali dello Zar Nicola II alla scrittrice franco-russa Ljdia Paskova, instancabile viaggiatrice in Palestina, Egitto e Siria, corrispondente da Pietroburgo di 'Le Figaro". La sua conoscenza del Medio Oriente la indusse a scegliere, ancorché digiuna di ogni vera competenza storica, un esotico argomento di ambiente medioevale, in cui dipingere gli splendori della Cavalleria e della Corte di Provenza. La vicenda inizia con il ballo delle dame e dei cavalieri, occasione per Jean de Brienne per salutare la fidanzata e donarle un impalpabile velo come pegno d'amore prima di partire per le Crociate.
Rimasta sola, Raymonda, dopo aver rivolto una preghiera all'antenata Dama Bianca, apparsale improvvisamente, si addormenta, sognando prima di essere tra le braccia dell'amato e poi di essere sfrenatamente corteggiata dall'emiro Abderakhman. Ed è proprio lui a risvegliarla, ripetendole le sue profferte amorose. Al suo reiterato rifiuto, la minaccia e tenta di rapirla.
Ma, accorso al richiamo della ragazza, giunge con miracoloso tempismo Jean de Brienne, che in un feroce duello ferisce mortalmente l'avversario. A questo punto i due fidanzati possono celebrare le nozze, rallegrate dall'immancabile 'divertissement" conclusivo, vero scrigno virtuosistico per le esibizioni dei protagonisti, specialmente di Raymonda, chiamata ad esprimere tutti i preziosismi della trascendentale tecnica accademica di Petipa. (f. cor.)
RAYMONDA di Viktor Yaremenko da Marius Petipa con il Balletto dell'Opera di Kiev. Domani (ore 21) al Teatro Fraschini di Pavia. Biglietti da 30 a 7 euro. Informazioni: tel. 0382.371214.